Fragomeni ci riprova contro Psyco Polster Un test in sei riprese
PAVIA Giacobbe Fragomeni torna sul ring. Il pugile pavese d'adozione sabato combatterà al teatro della Luna di Assago sulla distanza delle sei riprese contro il trentaseienne ungherese "Psyco" Tamas Polster, che vanta un curriculum di 31 match, di cui 9 persi, un pareggio e 12 vinti prima del limite. Il match dell'ex campione del mondo dei massimi leggeri WBC è inserito nella Night of Kick and Punch 6, che prevede combattimenti di kickboxing con le regole dello stile K-1. «Ho accettato di combattere in questa manifestazione perché sento nostalgia per il ring – spiega Fragomeni – voglio verificare se sono ancora competitivo. In caso di vittoria vorrei fare un ultimo match importante. Nella mia carriera ho affrontato tanti grandi campioni. Quando ho perso, non mi sono messo a piangere perché ho perso contro dei grandi e dando tutto me stesso». Lo seguiranno in parecchi da Pavia, in prima fila il presidente ed il direttore sportivo della Pugilistica Pavia, Maurizio Niutta e Giancarlo Mezzadra, insieme al presidente del club ex pugili Andrea Corda. «Non potevamo perderci questo incontro – spiega Mezzadra – Fragomeni è innanzitutto un amico. Viene ancora spesso nella nostra palestra ad allenarsi. E' venuto a festeggiare anche i miei 50 anni di pugilato». Fragomeni, 47 anni, 40 match, 5 sconfitte, un pari e 12 vinti prima del limite, torna sul quadrato dopo 15 mesi di lontananza. Giacobbe non ha mai staccato la spina dagli amici pavesi, per quello li ha invitati personalmente. «Mi è rimasto l'amaro in bocca per il match perso contro Rakhim Chakhkiev per il vacante europeo dei massimi leggeri nell'ottobre 2014 in Russia – aggiunge Fragomeni - non voglio che sia l'ultimo match ad alto livello della mia carriera. Dopo aver vinto l'Isola dei Famosi sono tornato in palestra, ho fatto i guanti con l'amico Matteo Azzali e gli ho detto ‘se non vado bene, dimmelo'. Invece, il mio primo allenamento è andato bene ed ho proseguito. Ho deciso di allenarmi nella palestra del mio vecchio maestro Biagio Zurlo, a Torre Annunziata, in Campania. Come sanno tutti i pugili professionisti, una cosa però è fare i guanti per passare il tempo, per raggiungere e mantenere la forma fisica, un'altra cosa è farlo con dei professionisti che picchiano come fabbri. Dopo un mese e mezzo di allenamento sono alquanto soddisfatto del risultato. Sarà ovviamente il ring ora a dare il giudizio finale». (m.sco.)