Fondo Irs, Poste ora corre ai ripari
di Andrea Di Stefano wMILANO Poste corre ai ripari e intende avviare, nel breve termine, «iniziative in favore dei clienti di Poste che hanno sottoscritto al tempo il fondo immobiliare Irs, scaduto il 31 dicembre 2016». Non si è fatta attendere la reazione dell'azienda dopo che la Repubblica ieri ha svelato che alcuni risparmiatori che avevano acquistato negli uffici di Poste Italiane quote di quattro fondi immobiliari (Invest Real Security, Obelisco, Europa Immobiliare 1, Alpha) hanno avuto grosse difficoltà nel recuperare il capitale. La vendita risale al periodo tra il 2002 e il 2005, quando l'ad era Massimo Sarmi. In realtà, tali investimenti erano ad alto rischio visti anche i rendiconti annuali dei fondi, ma ai risparmiatori non sarebbero state fornite sufficienti delucidazioni e soprattutto alert sui rischi. Poste Italiane ieri ha confermato «la volontà di finalizzare e avviare, nel breve, iniziative a favore dei clienti di Poste che hanno sottoscritto al tempo il fondo immobiliare Irs, scaduto il 31 dicembre 2016 con l'obiettivo di consolidare, ancora una volta, il rapporto storico che l'azienda ha con i cittadini, fondato sulla trasparenza, sulla fiducia e sull'affidabilità». Il 31 dicembre scorso uno dei quattro fondi, l'Irs (Invest Real Security) ha chiuso i battenti: gli investitori avevano comprato le quote a 2.500 euro l'una, mentre ora vengono liquidate a 390 euro, vale a dire circa il 60% in meno del valore. La prossima patata bollente sarà il fondo Obelisco, che sarà in chiusura nel 2018. Si tratta di fondi di investimenti alternativi immobiliari che investono (in misura non inferiore ai due terzi) in immobili direzionali, retail e logistica e i sottoscrittori possiedono quote di attività finanziarie senza acquisire direttamente un immobile. Oltre a Irs e a Obelisco, anche il Fondo Immobiliare Europa 1 rischia di penalizzare fortemente i piccoli investitori, visto che (è stato collocato nel 2004) avrebbe perso l'82% del valore delle sue quote. Ha una scadenza molto più lunga, invece, il fondo Alpha (quella originaria era il 27 giugno 2015, è stata spostata al 2030). Il caso ha scatenato reazioni polemiche da parte delle associazioni dei consumatori (pronte anche alle cause di risarcimento) e del sindacato. Il Pd, con Michele Anzaldi, annuncia la volontà di chiamare alla Camera i vertici di Poste e Consob. Lo stesso Anzaldi, poi, annuncia «una lettera al presidente dell'Anticorruzione, Raffaele Cantone, chiedendogli di aprire un'istruttoria». ©RIPRODUZIONE RISERVATA