Notte di Natale sotto i ferri il dono è un polmone nuovo
Trent'anni fa, nella notte il 17 e il 18 novembre del 1985, a Pavia Mario Viganò, insieme con Luigi Martinelli, Gaetano Minzioni, Mauro Rinaldi, Angelo Graffigna e Temistocle Ragni, entrò nella sala operatoria della vecchia Cardiochirurgia per fare la storia: il primo trapianto di cuore a Pavia. Sul tavolo operatorio quella notte c'era Gianmario Taricco, studente di giurisprudenza. Taricco a inizio mese ha subito anche il trapianto del rene sinistro che si era ammalato a causa dei farmaci antirigetto. Oggi Taricco è il più longevo trapiantato di cuore d'Europa. «Il San Matteo di Pavia è l'unico centro in Italia dove vengono fatti trapianti di cuore, di cuore e polmone e polmone; dal 1985 ad oggi sono stati effettuati 1.483 trapianti intratoracici, 24 nel solo 2016, un numero che rappresenta la più grande casistica italiana in questo ambito», spiega il cardiochirurgo Andrea D'Armini (nella foto).di Pier Angelo Vincenzi wPAVIA Regalo di Natale più bello non le potevamo fare. Una 56enne di Roma è stata infatti salvata grazie al trapianto di polmone effettuato dall'équipe guidata dal cardiochirurgo del San Matteo, Andrea Maria D'Armini. L'intervento, durato tutta la notte tra il 24 e il 25 dicembre, ha comportato il trapianto del polmone destro. «La paziente – spiega D'Armini – era affetta da fibrosi polmonare e si trovava a Pavia dallo scorso agosto in attesa di trovare un donatore. Era venuta al San Matteo la scorsa estate, le sue condizioni erano così gravi da rendere inopportuno un rientro nella capitale». Il primo donatore era risultato non idoneo, da qui l'attesa di cinque mesi tra la cardiochirurgia del San Matteo e la pneumologia della Maugeri a Pavia e a Montescano. Il giorno della Vigilia è arrivata finalmente la buona notizia: un altro donatore, questo sì pienamente compatibile con la cinquantenne romana. «Il collega Cristian Monterosso, insieme con uno specializzando, si è recato ad Arezzo dove si trovava il donatore», aggiunge D'Armini. Un viaggio in aereo per raggiungere e rientrare dalla città toscana: c'è compatibilità di gruppo sanguigno, di dimensione dell'organo e in più l'età tra chi dona il polmone e chi lo riceve è simile, 56 anni la signora romana, 58 il donatore. Nella notte tra la Vigilia e il Natale D'Armini, insieme con i colleghi Giulio Orlandoni, Filippo Antonacci e l'anestesista Roberto Veronesi, porta a termine il trapianto di polmone: alla paziente romana viene trapiantato il polmone destro, quello più malato. «L'operazione è riuscita – dice ancora il cardiochirurgo, erede della grande tradizione inaugurata dal professor Mario Viganò –: certo questi sono interventi molto impegnativi che richiedono grande attenzione alla fase postoperatoria. Ma ci sentiamo di poter dire che tutto sta andando per il meglio». Un'operazione durata tutta la notte di Natale: prima l'anestesia, poi la preparazione della paziente, quindi la rimozione degli organi malati e il trapianto di quelli sani.