Mps, dubbi tedeschi su salvataggio
ROMA Il piano di salvataggio di Mps e più in generale l'ombrello statale da 20 miliardi attivato sul sistema bancario italiano non convince la Germania da dove arrivano "bordate" e dubbi. Primo fra tutti: non si possono usare fondi pubblici per salvare istituti "decotti". I titoli di Rocca Salimbeni intanto resteranno sospesi anche domani alla riapertura dei mercati dopo la pausa natalizia (si parla di 2-3 settimane) per decisione della Consob che attende si chiariscano le prossime mosse di Mps e che si chiuda con esito positivo il confronto con Ue e Bce sull'aumento di capitale, dopo il fallimento del piano da 5 miliardi chiesti al mercato. Ma un passo in più da Francoforte sarebbe arrivato con la richiesta dalla Vigilanza Bce - scrive il Sole 24 Ore - di un aumento di 8,8 miliardi a carico dello Stato (4,5 miliardi) e gli altri 4,3 degli obbligazionisti, con circa 2 miliardi rimborsabili però sempre dallo Stato ai bondholder retail. Ad essere sulle montagne russe in borsa non ci sono solo i titoli dell'istituto senese: Unicredit ad esempio che ha già annunciato l'aumento da 13 miliardi. E poi si cerca ancora una soluzione per le 4 good bank, Banca Marche, Popolare Etruria, Cassa di Risparmio di Cesena, Cassa di Chieti e le 'venetè (Veneto Banca e Popolare Vicentina) che 'discutonò con Carige. Ma non è finita. Dal decreto "salva-risparmio" firmato venerdì scorso dal Capo dello Stato sono rimasti fuori infatti una serie di temi non di minor rilievo: la scadenza per la trasformazione delle popolari in Spa rimane fissata a oggi, 27 dicembre. E non è entrata nel decreto la proroga cui il governo stava pensando per attendere la pronuncia della Consulta dopo la sospensione del Consiglio di Stato. Non arriva con il decreto nemmeno l'attesa possibilità per le Bcc di utilizzare le imposte differite attive (Dta) mentre arrivano le regole per l'ammortamento in 5 anni dei contributi che gli istituti dovranno dare 'a saldò al Fondo di risoluzione per l'intervento sulle 4 banche. Ma i temi rimasti in sospeso potrebbero trovare ancora spazio nel "tradizionale" decreto Milleproroghe di fine anno. E sulla trasformazione delle popolari tuona Maurizio Gasparri: «domani intendo denunciare l'intero governo che non ha fatto questa proroga». Un panorama insomma talmente in movimento, quello delle banche italiane, da creare non pochi dubbi in Germania: «per le misure decise dal governo italiano - sottolinea il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann - le banche devono essere finanziariamente sane a livello core. I fondi non possono essere usati per coprire le perdite che sono già previste». Insomma per Weidmann le regole europee «servono per tutelare i contribuenti e dare responsabilità agli investitori. I fondi statali sono come ultima risorsa». Ma molti in Italia sono convinti dell'esatto contrario.