Il vescovo: «Svagati ed egoisti, Dio chiede più responsabilità»
VIGEVANO «Dobbiamo imparare ad avere uno sguardo che scruta e riconosce nei tempi un disegno più grande, che ci coinvolge e chiede a ciascuno di noi di avere sapienza e responsabilità per il bene di tutti». Il vescovo di Vigevano, Maurizio Gervasoni, si è rivolto così ai fedeli durante la messa della notte di Natale in duomo. «Come spiegare a un bambino l'evento che stiamo celebrando? – ha detto Gervasoni – "Sai, duemila anni fa, in una grotta a Betlemme è nato un bambino. Era povero e rifiutato, era in viaggio per via del censimento voluto dall'imperatore di Roma. Però questa nascita è diventata nota ai pastori che avevano là le loro greggi. Avvisati da angeli del cielo, hanno scoperto che era nato un bambino e che era stato posto a dormire in una mangiatoia, quel bambino era il Figlio di Dio". Ma la nascita del figlio di Dio va capita con animo aperto dalla sapienza e dalla memoria, con lo sguardo di chi scruta. La nostra civiltà, invece, ha lo sguardo di chi è sazio e svagato, di chi ha la pancia piena e si preoccupa di salvare la pelle nel modo migliore possibile, senza grandi progetti per il futuro. Il nostro è lo sguardo di chi segue l'emozione e l'abitudine. Ci preoccupiamo solo del lavoro, del reddito, della parità dei diritti, di comodità e di svago, dei sacrifici che un figlio porta con sé. Invece dobbiamo imparare a guardare, per interpretare con profondità ciò che accade». (s.bo.)