I profughi ripuliranno parchi e giardini
Si sono detti interessati al progetto avviato dal Comune di Pavia anche i municipi di Travacò e San Martino Siccomario. Quest'ultimo Comune in particolare ha una forte presenza di richiedenti asilo sul territorio che sono ospitati all'hotel Da Giannino e potrebbero quindi offrirsi in gran numero. Tanto più che lì ci sono migranti di lunga data, quelli che meglio conoscono la lingua italiana e quello che faticano a restare inattivi tutto il giorno. I due Comuni, sempre grazie alla collaborazione di Asm, potrebbero impegnare altre squadre nella pulizia e decoro dei territori.di Linda Lucini wPAVIA I richiedenti asilo ospitati a Pavia daranno volontariamente una mano alla città che li ha accolti occupandosi della pulizia di parchi e giardini. Il Comune cerca di trasformare la presenza a Pavia di 87 rifugiati in una risorsa per la città e allo stesso tempo cerca di offrire loro un'attività per impiegare il tempo in attesa del verdetto delle lunghe procedure di richiesta di asilo. Il progetto del Comune partirà a gennaio e prevede la creazione di quattro squadre da cinque addetti che lavoreranno per Asm su base volontaria. In cambio i rifugiati riceveranno dall'azienda di via Donegani i biglietti dell'autobus e un buono pasto sotto forma di ticket restaurant che sono spendibili anche nei negozi. I richiedenti asilo saranno dotati di pettorine, scarpe e di tutte le attrezzature necessarie. Non si tratterà di un'attività lavorativa a tutti gli effetti perchè non sarebbe possibile per legge, ma la ventina di richiedenti asilo che su base volontaria aderiranno al progetto lavorerà su aree verdi specifiche, a cominciare dal parco Vul e dagli spazi gioco al quartiere Vallone e a Pavia Ovest dove molti di loro vivono. «Abbiamo scelto questi quartieri – dice l'assessore alle Politiche sociali Alice Moggi – perchè così i richiedenti asilo daranno una mano alle zone che li ospitano e per far sì che il loro lavoro sia di utilità concreta e immediata per i residenti di questi quartieri». Oltre alle associazioni Babele e Caritas che seguono i migranti nel percorso di integrazione linguistica, sarà Asm ad affiancarli con dei tutor. E sempre Asm si occuperà della formazione obbligatoria di ciascuna squadra di rifugiati e fornirà loro un'assicurazione. «In ogni caso – spiega l'assessore Alice Moggi – i richiedenti asilo non eseguiranno lavori pericolosi, ma si occuperanno in specifico di decoro urbano. Per il momento stiamo ancora individuando le aree di lavoro in città e molto dipenderà dal numero degli aderenti al progetto, visto che la partecipazione è su base volontaria e riguarderà un'arco di tempo di non oltre quattro ore di attività giornaliera, proprio perchè il loro impegno non deve diventare un vero e proprio lavoro. Ad ogni modo si partirà gradualmente e si inizierà con coloro che hanno una maggiore padronanza della lingua italiana».