In Parlamento secchioni o assenti

di Michele Di Branco wROMA Sono due parlamentari del Pd i secchioni di Montecitorio e di Palazzo Madama. Ma se cercate i rappresentanti del popolo più produttivi in assoluto, dovete guardare tra i banchi della Lega. Mentre quelli di Forza italia, quelli di Ala e, in generale, i big della politica italiana, meritano una bella tirata d'orecchie. Come ogni anno l'associazione OpenPolis ha stilato le graduatorie con l'indice di maggior produttività dei parlamentari e anche nel 2016 deputati e senatori lumbard si dimostrano i più ricchi, almeno a giudicare dalla vitalità istituzionale. L'indagine, che prende in esame 45 mesi di lavoro nel corso dell'attuale legislatura (da marzo 2013 a novembre 2016), punta a stilare un indice di produttività dei membri e dei gruppi parlamentari valutando l'esito delle varie iniziative: disegni di legge, innanzi tutto, ma anche ordini del giorno, risoluzioni, mozioni, interpellanze, interrogazioni ed emendamenti. Insomma, non basta essere presenti sugli scranni per incassare buoni voti, ma è necessario raggiungere risultati. Quindi, più un provvedimento si avvicina a essere completato, più sarà alto il punteggio assegnato a chi presenta l'atto (primo firmatario) o ne è il relatore. Altri punti vengono attribuiti per il consenso ottenuto su un provvedimento, attraverso le firme degli altri parlamentari, e, infine, in base alla partecipazione del parlamentare ai lavori. Il dossier assegna a Donatella Ferranti e Giorgio Pagliari, entrambi del Pd, rispettivamente la palma di deputata e isenatore più produttivi. Per quanto riguarda i Gruppi è stato calcolato il punteggio medio dei membri nell'indice di produttività. Così alla Camera la classifica è guidata dalla Lega con un indice di 368,67. Seguono Si-Sel (227,50), Fdi (211,33), M5s (195,73), Misto (173,92), Democrazia solidale-Cd (169,83), Civici e innovatori (169,75), Ap (150,55), Pd (149,17), Scelta civica-Ala (133,32), Fi-Pdl (116,23). Anche al Senato primo posto per la Lega (239,4), seguita da Gruppo Autonomie-Psi-Maie (220,06), Pd (208,37), Conservatori e Riformisti (190,56), Misto (173,61), M5S (167,41), Ap (162,83), Fi-Pdl (126,42), Ala (103,21), Gal 80,27. Il metodo utilizzato fa spiccare i peones e punisce i leader evidentemente troppo impegnati in attività politica extraparlamentare. Tra i meno produttivi in assoluto figurano infatti calibri come Bondi, Schifani, Angelucci, Santanchè, Rotondi, Bersani e i ministri Lotti e Boschi. Ultimi della fila Verdini e Ghedini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA