Un camion sulla folla Strage al mercatino

ROMA Berlino rivive l'incubo di Nizza. Almeno nove persone restano uccise e cinquanta ferite nella corsa di un camion sulla folla assiepata in un mercatino di Natale. Il teatro della strage è il quartiere di Charlottenburg: attorno alle 20.15, mentre centinaia di persone si assiepano attorno alle bancarelle, un veicolo di grandi dimensioni invade il marciapiede del viale principale dello shopping, il Ku'Damm, proprio davanti alla chiesa della commemorazione Kaiser Wilhelm. La scena è spaventosa: il mezzo, che ha una targa polacca, di Danzica, travolge la gente che cerca di mettersi in salvo scappando senza una direzione precisa, ma molti non ce la fanno e vengono investiti dal camion, lanciato come un proiettile: in nove perdono la vita, a decine riportano ferite più o meno gravi. Per la polizia, che nei primi minuti sceglie la linea della prudenza, senza escludere un incidente, si tratta «presumibilmente» di un attentato. Una ipotesi che a tarda sera sembra trovare conferma: il tabloid britannico Sun, che cita il quotidiano conservatore americano Washington Times (considerato vicino alla Cia), riferisce che lo Stato islamico ha rivendicato la responsabilità dell'attentato. Il Times cita come fonte le Forze di mobilizzazione popolari irachene, le forze sciite che stanno combattendo per liberare Mosul. Delle due persone a bordo una, secondo il Berliner Morgenpost, che cita una fonte di polizia, muore nello schianto. È il passeggero. Un secondo uomo, l'autista, che a detta dei testimoni sembra provenire dall'Europa dell'Est, scappa a piedi cercando di far perdere le proprie tracce correndo in direzione del Tiergarten, lo zoo. Nella città sotto choc si scatena una gigantesca caccia. Ma la fuga dell'attentatore dura poco. Un'ora e mezza dopo la strage l'uomo viene arrestato. «Non vi sono indicazioni in merito ad altre situazioni pericolose a Berlino» riferisce un tweet della polizia della capitale tedesca poco dopo le 22, dichiarando la situazione sotto controllo. La Germania è sconvolta. La cancelliera Angela Merkel «piange le vittime» dell'attacco. Sono passati appena sei mesi dalla spaventosa strage del 14 luglio scorso a Nizza, dove un uomo alla guida di un camion uccise 86 persone sulla Promenade des Anglais. Una ferita ancora sanguinante nel cuore dell'Europa. Il killer di Nizza, il franco-tunisino Mohammed Lahouaeie-Bouhlel, venne ucciso al termine della corsa in cui, avanzando a zig zag sulla strada invasa di gente per i fuochi d'artificio della festa nazionale, uccise il maggior numero di persone, tra cui 6 italiani. Anche in quel caso l'attentato venne rivendicato dallo Stato islamico: la risposta di un "lupo solitario" agli appelli lanciati dal sedicente Califfo dello Stato islamico Abu Bakr al Baghdadi a colpire ovunque «i crociati» in Occidente, in Europa in particolare, con qualsiasi mezzo, citando anche esplicitamente l'uso di auto o camion contro la folla. A pochi giorni dal Natale, in Europa torna dunque l'allarme attentati. Paura ieri anche a Zurigo, in Svizzera, dove una sparatoria avvenuta nel tardo pomeriggio in un centro islamico ha provocato tre feriti. L'attacco sarebbe l'opera di un solo autore. La sparatoria ha causato il ferimento di tre uomini rispettivamente di 30, 35 e 56 anni, secondo quanto dichiarato in una nota della polizia municipale citata dall'agenzia di stampa svizzera Ats. Verso le 17.30 uno sconosciuto è penetrato nel luogo di culto dove si trovavano diversi fedeli e ha cominciato a sparare un numero imprecisato di colpi, ferendo tre uomini. Stando ai primi elementi dell'inchiesta, l'autore sarebbe un uomo sulla trentina vestito di nero e dal volto coperto. Si sarebbe poi dato alla fuga a piedi. Le operazioni sono ancora in corso e i motivi del gesto restano oscuri. Le forze dell'ordine - precisa l'Ats - non hanno fornito alcuna indicazione sul corpo senza vita, che sarebbe stato ritrovato a qualche centinaia di metri dal luogo di culto. Per il momento non è possibile stabilire se vi sia un legame con la sparatoria. (m.r.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA