Ospedale, nel 2017 la sfida di Emodinamica

di Denis Artioli wVIGEVANO L'obiettivo del 2017, per l'Asst di Pavia, è l'ampliamento, con il potenziamento, del servizio di Emodinamica all'ospedale di Vigevano. Definita ormai l'unificazione dei punti nascite all'ospedale civile di Vigevano, a partire dal primo febbraio 2017, con la chiusura del reparto di Ostetricia alla clinica Beato Matteo, i vertici della sanità pavese hanno iniziato a inquadrare la situazione di Emodinamica dell'ospedale di Vigevano, in cui vengono eseguite oltre 400 coronografie e oltre 250 angioplastiche l'anno. A partire dall'adeguamento dei locali che attualmente ospitano il servizio, che sono di circa 80 metri quadrati, mentre le disposizioni normative stabiliscono che siano necessari almeno 120 metri quadrati: uno spazio che, probabilmente, sarà ricavato dai locali dell'ex pronto soccorso. Quel che è dato ormai per certo, però è che Emodinamica al presidio sanitario pubblico di corso Milano (diventato ospedale "hub" insieme a Voghera) sarà potenziata e l'obiettivo, non ancora dichiarato ufficialmente, è che diventi un servizio attivo 24 ore su 24. Saranno decisivi i primi mesi del 2017, ma la strada indicata sembra ormai questa. L'ospedale, intanto, deve attrezzarsi anche per far fronte, dal 1 febbraio, alle nuove potenziali richieste che arriveranno al punto nascite. Fino al 2015, clinica e ospedale insieme contavano oltre 900 parti l'anno. Resta da vedere, con la chiusura del punto nascite in clinica, quante donne decideranno di andare a partorire all'ospedale. Secondo i sindacati, infatti, non è automatico che la chiusura del reparto alla Beato Matteo dirotti verso l'ospedale tutte le pazienti che avrebbe avuto la clinica. La clinica nel frattempo ha ottenuto dal Comune il permesso di ampliarsi (un investimento di 15milioni del euro del Gruppo San Donato su Vigevano) e conserverà i 13 posti letto che erano di Ostetricia, per riconvertirli verso altri reparti. I vertici della clinica non hanno ancora comunicato a quale tipo di servizio saranno destinati gli spazi dell'ampliamento che erano previsti per Ostetricia. Ma è probabile che la struttura, dopo aver ampliato il blocco operatorio e il pronto soccorso, si dedicherà soprattutto al potenziamento degli spazi per le degenze, gli studi medici e gli ambulatori per allargare il raggio dell'offerta sanitaria della Beato Matteo. Per domani, intanto, l'amministratore delegato dalla clinica, Riccardo Manca, ha convocato i sindacati, per un confronto sulla chiusura del punto nascite e sul futuro delle 12 ostetriche che lavorano lì. ©RIPRODUZIONE RISERVATA