Roma, Raggi si arrende Grillo: «Ora si cambia»
di Maria Berlinguer wROMA «Fuori il "raggio magico" o sei fuori dal Movimento e ti revochiamo il simbolo». Virginia Raggi alla fine si piega all'ultimatum di Beppe Grillo e tratta le resa dei suoi fedelissimi. Daniele Frongia ha lasciato l'incarico di vicesindaco mantenendo le deleghe alle politiche giovanili e allo Sport. Fuori anche Salvatore Romeo, attuale capo segreteria politica del sindaco. Per ora Virginia Raggi resta sindaco e lo conferma, in serata, lo stesso Grillo sul suo blog «Barra a dritta e avanti tutta. Roma prosegue con Virginia Raggi sindaco del Movimento 5 Stelle. Adesso si cambia, sono stati fatti degli errori che Virginia ha riconosciuto: si è fidata delle persone più sbagliate del mondo». Il M5S resta però pronto a staccare la spina se la situazione dovesse precipitare. Ovvero se la Raggi dovesse essere raggiunta da un avviso di garanzia per abuso d'ufficio come da giorni si vocifera a proposito di alcune nomine tra le quali ci sarebbe anche quella dello stesso Romeo e del fratello di Marra, Renato. È una tregua armata quella che la Raggi firma con i grillini e con la sua maggioranza capitolina al termine di una drammatica riunione durata cinque ore e mezzo. I pentastellati si sono incontrati a palazzo Valentini, l'ex sede della Provincia, per cercare di dribblare i cronisti e la troupe di Suburra che, ironia della sorte, sta girando proprio sotto il Campidoglio. E i toni sono stati davvero drammatici tanto che il sindaco, prima di piegarsi al diktat dei Grillo, ha provato a sondare i consiglieri per capire chi sarebbe stato pronto a seguirla in caso di rottura con il Fondatore. «Io non mi sento più parte del M5S, non mi ci riconosco più», avrebbe detto. Parole poi smentite dal Campidoglio e comunque non hanno sortito l'effetto desiderato. I consiglieri M5S stanno con Grillo. E sono nella stragrande maggioranza ancora sotto choc per l'arresto di Raffaele Marra il potente braccio destro della Raggi che si è vantato di essere «lo spermatozoo che ha fecondato il Movimento», e che la Raggi ha difeso oltre ogni immaginazione. Grillo ha vinto il primo round. Ma il caso Roma rischia di travolgere l'ascesa dei pentastellati verso il governo nazionale. Partito all'alba da Roma per schivare i cronisti, il Fondatore ha preso il treno delle 6 di mattina per Genova. Ma per tutto il tragitto è stato in contatto telefonico con i romani e con il vertice pentastellato. Bocche cucite, ha chiesto a tutti. Tanto che Roberto Fico, leader dell'ala ortodossa con Paola Taverna e Roberta Lombardi, le prime a mettere in discussione il sistema Raggi, ha dato forfait a Maria Latella che lo aspettava a Skytg24 per intervistarlo. Ma questa volta Grillo è stato risoluto. Se Virginia Raggi non rinuncia a difendere i suoi è fuori dal Movimento, ha fatto sapere. Pronto a dare il via a un post sul suo blog per annunciare di averle ritirato il simbolo. Virginia Raggi ha provato a resistere. Cercando addirittura sponde in Fratelli d'Italia. Ma la conta dei numeri è stata spietata. Il gruppo capitolino come i parlamentari pentastellati è allineato alla linea degli ortodossi. E vuole la rinuncia a Romeo, Renato Marra (fratello di Raffaele, a capo della Direzione turismo) e anche a Frongia. Una soluzione che sembra aver preso corpo nell'incontro fiume in serata. Quanto all'ipotesi di andare avanti senza simbolo M5S nell'amministrazione del Campidoglio, incontra una opposizione forte. Contrari il presidente dell'assemblea capitolina Marcello De Vito - vicino alla grande avversaria di Raggi, la deputata Roberta Lombardi - e il capogruppo del Movimento in Comune, Paolo Ferrara. È sera quando De Vito, il candidato sconfitto dalla Raggi per la candidatura a sindaco, lascia anzitempo l'incontro, mentre trapelano indiscrezioni su una Raggi disposta a cercare l'appoggio esterno di Fdi-An. «Improponibile» commenta il capogruppo, Fabrizio Ghera». Il caso Roma però è una spina nel fianco dei pentastellati. E difficilmente potranno restarne fuori dirigenti come Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA