Da rapinatore a falsario, preso Bardetti
di Stefano Romano wPAVIA Tre anni fa aveva partecipato all'organizzazione della rapina alla gioielleria Prina, in viale XI Febbraio, finita a pistolettate il 16 ottobre 2013 con il ferimento di un rapinatore e del gioielliere Roberto Prima. Esattamente due anni dopo è stato condannato a 3 anni 10 mesi di carcere per tentata rapina, possesso illecito di armi e ricettazione. L'altro giorno Antonio Bardetti, 35 anni, è stato di nuovo arrestato nel suo appartamento di Melegnano dove i carabinieri del comando antifalsificazione hanno trovato banconote false, punzoni e matrici per stamparle. Una stamperia clandestina che i carabineri riconducono al cosiddetto "Napoli Group", l'orgaizzazione di falsari (soprattutto Euro, ma anche dollari) tutti con origini fra Napoli e Caserta, ma attivi in tutta Italia e in buona parte d'Europa. Bardetti sarebbe stato il gestore della zecca clandestina, realizzata in un normale appartamento: è stato arrestato e portato al carcere di Lodi. Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati 800 pezzi da 10 euro, 205 pezzi da 20 e 33 pezzi da 50 già impacchettati, oltre alle stampanti laser e ai nastri che servivano a simulare gli ologrammi che le zecche vere inseriscono nelle banconote proprio per rendere più difficile il lavoro dei falsari. Molti dei materiali utilizzati per la composizione venivano acquistati, secondo gli inquirenti, sul cosiddetto «dark web», il lato oscuro della rete utilizzato per traffici illegalik dalle armi alla pedofilia. Anche le banconote false, sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, potevano essere rivendute nella «rete nascosta» sui cui si trovano anche armi e droga. Le banconote sequestrate dai carabinieri, riconoscibili come appartenenti allo stesso ceppo da caratteristiche visibili solo attraverso strumenti sofisticati, sono state rintracciate tra Parigi, Marsiglia, la Spagna, Genova e la Toscana. Due complici di Bardetti, residenti in zona e incensurati, sono stati denunciati in stato di libertà per i medesimi reati che hanno portato in carcere il 35enne: falsificazione, spesa e introduzione nello Stato di banconote contraffatte. «Parliamo di esperti della contraffazione, in grado di realizzare banconote quasi perfette – ha commentato il colonnello Francesco Ferace, a capo del nucleo antifalsificazione monetaria dei carabinieri –. Un esempio è la creazione e la produzione di una banconota da 300 euro (ovviamente inventata di sana pianta ndr) che è stata smerciata nel nord Europa. Ci risulta l'esistenza di maestri che girano il mondo per insegnare le tecniche di contraffazione».