Zanetti: «Meritavamo di essere coinvolti»
di Nicola Corda wROMA Per ora Verdini e Scelta Civica, sono fuori dalla maggioranza. Ieri alla Camera il segretario Enrico Zanetti e i suoi 15 deputati, "tecnicamente" non hanno partecipato al voto di fiducia al governo che oggi pomeriggio, al Senato potrebbe diventare un no. A Palazzo Madama come sempre la maggioranza si muove sul filo (i verdiniani sono 18) anche se i conti fatti da Palazzo Chigi per ora sembrano sicuri. La malizia però ci mette del suo perché il rifiuto di assegnare posti da ministro non basta a spiegare tutto. «Renzi vuole un governo debole», dice il senatore verdiniano D'Anna spiegando che il gruppo di Ala fuori dalla maggioranza potrebbe essere utile all'ex premier che vuole votare prima possibile. Una logica che per il segretario di SC non torna. Allora Zanetti qual è il problema? «Il problema è che il governo nasce in una fase di transizione complicata e così sarà fino a quando non avremo una legge elettorale che possa garantire maggioranze simili e non divergenti. Tutto questo è affrontato non assicurandogli la massima base parlamentare, bensì gli equilibri interni dei due partiti che già lo occupavano». Siete fuori perché Gentiloni pensa a garantirsi l'appoggio della minoranza del Pd? «Lo dimostrano i fatti e le dichiarazioni. Noi abbiamo sempre sostenuto il governo, Ala non faceva parte della maggioranza, ma è stata assolutamente corretta in molti passaggi complessi mentre la minoranza del Pd ha spesso messo i bastoni tra le ruote e già adesso rivendicano che voteranno solo ciò che li convince. È un governo che nasce con numeri parlamentari ridotti, con il baco in casa che avrà ampia possibilità di ricatto». Non vi bastavano viceministri e sottosegretari? «Comprendo che è facile metterla nella logica dei posti, ma ricordo che chi parla il posto lo sta rischiando. Ma in politica deve esserci razionalità e dignità di partecipazione proporzionale dei pesi in campo, anche in base ai sacrifici. Vede, partecipare a questo governo non è esattamente una festa di gala, ci saranno passaggi difficili e un clima rovente, probabilmente si dovrà pagare in termini elettorali. Non ci si può chiedere di non partecipare al Consiglio dei Ministri e poi difenderne le scelte». Al Senato oggi che succederà? Non voto in attesa di qualche distensione? «Lì i numeri sono molto delicati e c'è propensione a comportamenti più netti. Alla Camera c'è una forte matrice di Scelta Civica, al Senato Ala, che più volte ha tolto le castagne dal fuoco al governo, ricevendone in cambio solo insulti. Comprendo che per loro a livello personale è incomprensibile chiedere prima il sostegno di tutti, aumentare il numero dei dicasteri e poi non coinvolgerli». Sintesi: Zanetti attendista mentre Verdini e Ala sono più netti e arrabbiati e voteranno No? «La posizione sarà comune, discuteremo anche in queste ore al nostro interno. Sono diversi i punti di arrivo e per loro è maggiore l'ingratitudine che viene vissuta». Quindi appoggio esterno? «L'abbiamo detto, voteremo ciò che è giusto però non è corretto dare la fiducia che caratterizza chi a pieno titolo si fa carico della maggioranza e ci mette sempre la faccia». Se tra una settimana il premier Gentiloni le chiede di restare viceministro, accetta? «Se me lo chiedono a titolo personale, perché sono competente, sarebbe una partecipazione tecnica, ma facendo parte di un movimento politico, senza un accordo di natura politica, non potrei. Mi peserebbe, ma siccome non stiamo a ragionando di posti dobbiamo essere conseguenti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA