Esame decisivo per Montepaschi

di Andrea Di Stefano wROMA Un'altra settimana sulla graticola per il Monte dei Paschi. Domani il cda convocato a Siena dovrà approvare la nuova offerta per i sottoscrittori privati delle obbligazioni in vista di una riapertura dei termini per la conversione in capitale. Un'operazione che Aduc ieri ha definito "a dir poco spericolata" e che in effetti presenta moltissime incognite a cominciare dall'indispensabile via libera della Consob. Nel primo prospetto dell'offerta di scambio per i bond i risparmiatori (circa 40 mila che detengono 2,09 miliardi di obbligazioni) erano stati di fatto esclusi per volontà dell'organo di vigilanza che aveva posto paletti molto difficili da superare in termini di profilo di rischio. La Consob ieri sera ha tenuto a sottolineare di aver ricevuto «soltanto un'informativa preliminare e sommaria sull'esito del cda di domenica». La strada si presenta, quindi, molto in salita anche se la Borsa ieri ha premiato l'audacia dell'ad Marco Morelli che ha ribadito che se il piano di ricapitalizzazione del Monte dei Paschi di Siena (+3,7%) comunicato al mercato lo scorso 25 ottobre non dovesse andare in porto, il cda «è pronto a ricorrere tempestivamente a tutte le misure possibili per mettere in sicurezza la banca e fare in modo che tutti gli stakeholder possano essere rassicurati sul fatto che la soluzione prescelta dia la possibilità alla banca di avere davanti a sé un percorso di crescita e stabilità nei prossimi anni, portando avanti il proprio progetto industriale». Morelli ha anche sottolineato che «non c'è dubbio che il cambiamento del quadro politico istituzionale post 4 dicembre ha di fatto reso impossibile rendere vincolanti le manifestazioni di interesse che avevamo ricevuto». In sostanza gli interessamenti del Qatar non si sarebbero concretizzati per la sopraggiunta fase di instabilità istituzionale. Qualunque cosa accada al piano del cda il futuro della banca è comunque segnato. Qualora l'operazione non avesse successo, ha fatto sapere il Mef con un intervento ufficiale, interverrebbe la ricapitalizzazione preventiva dello Stato secondo le previsioni dell'art.32 della Brrd. La continuità della banca ed il risparmio dei clienti, sempre secondo le stesse fonti, verranno quindi preservati in qualunque scenario. E Padoan ieri si è sentito nuovamente con le autorità europee come confermato dal portavoce della commissione che ha parlato di "contatti costruttivi" tra il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis e le autorità italiane. Dal canto suo il commissario agli affari economici, Pierre Moscovici, ha buttato acqua sul fuoco: «non c'è e non ci sarà una crisi bancaria in Italia, e non ci sarà una crisi finanziaria europea che partirà dall'Italia». Anche dalla Bce, che ha aperto un inchiesta interna sulle fughe di notizie, sono arrivati autorevoli segnali: «Occorre procedere con estrema cautela», ha detto il membro del consiglio direttivo e governatore della banca centrale austriaca, Ewald Nowotny, aggiungendo che bisognerà pensare «ad un altro piano se la ricapitalizzazione non riesce». ©RIPRODUZIONE RISERVATA