Scarano (Ascom): «La città è dormiente adesso va risvegliata»
di Denis Artioli wVIGEVANO E' visto da una parte degli esponenti di maggioranza come la spina nel fianco dell'attuale amministrazione guidata da Lega Nord, Strada verso Milano e Forza Italia. Ma Renato Scarano, 56 anni, presidente dell'Associazione commercianti sarebbe una spina nel fianco per qualunque amministrazione. Dice quello che pensa, critica senza timori reverenziali e propone alternative. Esempio eclatante del ruolo che Scarano ha assunto in città negli ultimi mesi è la battaglia condotta contro le modifiche alla viabilità introdotte dall'amministrazione per la chiusura del cavalcavia La Marmora. Presidente Scarano, l'Ascom è diventata un gruppo di pressione importante in città. Alla fine avete spinto il Comune a tornare indietro con l'ordinanza che ha ripristinato la vecchia viabilità. Siete una lobby? «In senso positivo sì, lo siamo ed è giusto così: rappresentiamo centinaia di commercianti che hanno il polso della situazione di quello che succede in città, ascoltano la gente, vedono quello che succede». L'amministrazione ha voluto farvi firmare un documento con cui Ascom e altre associazioni, di fatto, si sono assunte la responsabilità del ritorno alla vecchia viabilità. Vi pesa? «No, è una responsabilità che, a livello di proposta, abbiamo voluto assumerci: una parte della città era bloccata, abbiamo visto subito che le modifiche non funzionavano, intasavano il traffico in alcuni punti cruciali e portavano via le auto dal centro. Poi a sbloccare la situazione in maggioranza è intervenuta la lista civica, con l'assessore al commercio, Ghia: noi possiamo avanzare proposte, ma serviva un passaggio politico, e le ordinanze le firma il Comune». Avete criticato anche i "mercatini" presenti in piazza Ducale per 24 giorni. «L'amministrazione non cerca la condivisione di queste scelte, in genere ci mette davanti a decisioni già prese, ed è un problema. A me dispiace anche per gli stessi operatori dei banchetti in piazza, perché sono commercianti e se riescono a recuperare le spese è già un successo: molti di loro arrivano da lontano, alcuni hanno già lasciato». Chi la contesta dice che lei cerca visibilità perché vuole mettersi in politica. E' così? «Io sono il presidente di un'associazione di categoria che ha il dovere di segnalare e affrontare i problemi, non sono legato ad alcun partito. Sono abituato a dire ciò che penso e vedo una città dormiente, che va svegliata, che abbia delle prospettive: forse a qualcuno dà fastidio». Cosa serve, secondo lei, per risvegliare la città? «A parte la questione dei collegamenti esterni, che è fondamentale, Vigevano deve darsi strategie importanti per un rilancio del turismo. Tanto per intenderci, non si può mettere Street Food in piazza Ducale per 24 giorni e l'evento non può essere Street Food: al limite può essere di contorno a un evento principale. Se qualcuno è andato a Santa Maria Maggiore (località di montagna amata dai vigevanesi, ndr)» ha visto come si organizza un mercatino di Natale, come si portano i turisti: banchetti tipici ed espositori locali con i loro prodotti. Serve una strategia condivisa, per creare eventi mirati che mobilitino persone e risorse. La questione è stata un po' sottovalutata, ma il fatto che un marchio importante come H&M abbia aperto a Vigevano nel centro commerciale periferico e non vicino alla piazza, deve far riflettere. Non c'è nemmeno coordinamento con le iniziative del palasport: nell'ultimo fine settimana sono arrivate tremila persone per le gare di pattinaggio e non c'era una sola navetta che collegasse il palazzetto al centro». ©RIPRODUZIONE RISERVATA