“Grazianeddu” condannato a 30 anni
Quando il Presidente della Repubblica gli concesse la grazia nel 2004, Graziano Mesina - classe 1942 - aveva già maturato oltre 40 anni di carcere. La condanna più pesante, a 24 anni, gli era stata inflitta per un omicidio. Poi, una serie di evasioni rocambolesche e altre condanne minori, ne avevano fatto il detenuto italiano con la maggiore pena scontata. Oggi quella grazia che gli aveva permesso di tornare un uomo libero, è stata spazzata via, «revocata» - come cita la sentenza - dai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Cagliari che ieri lo hanno condannato a 30 anni per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga.