Monte Paschi, stop della Bce a proroga
di Andrea Di Stefano wMILANO Mps corre verso il salvataggio di Stato. Ieri il consiglio superiore di sorveglianza della Banca centrale europea ha comunicato che non concederà alcuna proroga per l'aumento di capitale spingendo la banca senese verso l'unica soluzione possibile per evitare il default, cioè l'intervento del Tesoro. La decisione, comunicata in forma di bozza, dovrebbe essere soggetta all'avallo del consiglio della Bce, che però difficilmente porrà obiezioni rispetto alle valutazioni dell'organismo di vigilanza. A questo punto quindi la ricapitalizzazione da 5 miliardi dovrà avvenire entro il prossimo 31 dicembre, come da impegni presi originariamente tra la banca e Francoforte. La Bce non ha ritenuto che 20 giorni di proroga potessero cambiare lo scenario generale, favorendo possibili ritorni degli investitori privati. La strada che si apre ora per il salvataggio di Mps è quella di una ricapitalizzazione precauzionale, che rientra nella direttiva Ue sul "bail-in". In pratica il Tesoro garantirebbe l'acquisto dell'eventuale inoptato (cioè dei diritti relativi alla quota di aumento di capitale non sottoscritto) facendo scattare, di fatto, le regole Ue. Per evitare, quindi, che i risparmiatori si vedano cancellato il capitale investito nei bond subordinati, il Tesoro sarebbe pronto a riacquistare a valore base queste obbligazioni ad alto rischio. Il decreto è atteso entro pochi giorni, forse già nel fine settimana come hanno confermato fonti di Palazzo Chigi ieri sera. In una riunione che si è svolta ieri mattina in via XX Settembre, l'amministratore delegato di Mps, Marco Morelli, e il presidente dell'istituto, Alessandro Falciai, hanno illustrato al ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, le prossime tappe che Rocca Salimbeni vuole mettere in capo per evitare il "bail-in". Nel pomeriggio è stato convocato d'urgenza un consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi a Milano. «Non siamo affatto preoccupati per la situazione della banca» ha detto Falciai arrivando nella sede milanese di Mps. Il cda si è concluso dopo più di tre ore di riunione con una nota nella quale si sottolinea «di non aver ricevuto alcuna comunicazione da parte della Bce. La banca prosegue pertanto tutte le attività propedeutiche al completamento della predetta operazione». Il consiglio si è aggiornato a domani, domenica, alle ore 16 perché, secondo indiscrezioni raccolte dai consiglieri, Morelli avrebbe proposto di lanciare comunque l'aumento di capitale senza consorzio di garanzia e rivolto anche ai risparmiatori titolari delle obbligazioni per 2 miliardi e ai quali verrebbe offerto di sottoscrivere l'aumento di capitale convertendo le proprie obbligazioni. Un'ultima spiaggia che difficilmente permetterà alla banca di raggiungere le risorse necessarie a soddisfare il piano concordato con la Bce. Il titolo ha sofferto pesantemente in Borsa: colpito da una raffica di sospensioni è arrivato a perdere fino al 16%, per poi chiudere in ribasso del 10,55% a 19,5 euro trascinando in rosso tutta Piazza Affari (-0,73%). Stando ai trader, i bond junior di Mps inclusi nell'offerta di scambio promossa dalla banca e nelle mani di 40mila piccoli risparmiatori per 2 miliardi, hanno perso 1000-1500 punti base sul mercato non regolamentato. Il mondo politico, con l'eccezione di Giorgia Meloni, si è espresso a favore del salvataggio pubblico: da Grillo al Pd passando per esponenti del centro-destra e del centro e dalle istituzioni del territorio, governatore della Toscana in testa, ormai sembra quasi certo che si debba ricorrere allo Stato come chiesto a gran voce anche dai sindacati. «Mps può essere salvata solo da un aiuto dello Stato, per non applicare il "bail-in" ai piccoli risparmiatori come successo un anno fa - ha scritto Beppe Grillo sul suo blog - L' intervento dev'essere fatto a deficit, come da sempre ripete il M5S e comesembra si stia discutendo a livello istituzionale». Sulla stessa linea Maurizio Sacconi, presidente della Commissione lavoro del Senato: «Se confermata la notizia per cui la Bce avrebbe negato la possibilità di tempi più lunghi per la ricapitalizzazione di Mps, si determina la necessità di provvedimenti straordinari di governo finalizzati a salvaguardare la stabilità del sistema». ©RIPRODUZIONE RISERVATA