Demartini: sul Clir avevo ragione
MEDE Divampa la polemica sui conti del Clir. Secondo il nuovo amministratore Manuel Elleboro, a capo del consiglio d'amministrazione con Luca Ferrari e Federica Bolognese, i conti sono in rosso di 700mila euro. Ad alzare il tiro è il leghista ex sindaco di Mede ed ex consigliere regionale Lorenzo Demartini, più volte entrato in contrasto con il precedente amministratore unico del Clir, Federico Bertani. Bertani è stato sostituito nel giugno 2016 su decisione dell'assemblea dei 42 sindaci soci che hanno votato per Elleboro, Ferrari e Bolognese: della Lega Nord i primi due (Elleboro e Ferrari), dell'area di centrodestra il terzo. «Ho sempre criticato la gestione del Clir fatta da Bertani – attacca Demartini –. Abbiamo approvato il bilancio 2015, quello 2016 ce lo siamo trovati in corso d'opera e questi sono risultati». Ma come possono essere schizzati i costi in questa maniera? «La discesa dei costi di smaltimento a Parona era solo una foglia di fico per coprire i problemi – spiega Demartini – Quello che ha provocato l'aumento dei costi e la creazione di questo buco che ora dovranno pagare i lomellini sono stati i costi di raccolta. Mi spiego meglio. Per fare la differenziata vengono mandati in ogni Comune più operatori di quelli che basterebbero secondo me realmente, ovviamente così i costi schizzano in alto. Bertani ha gestito male la società che i Comuni gli avevano affidato». Elleboro, geologo originario di Pontecurone e già collaboratore del Clir negli scorsi anni, durante un incontro con i sindaci dei 42 municipi soci che usufruiscono del servizio di raccolta e smaltimento del Clir, ha parlato di un aumento del 13% delle tariffe nel 2017 per sanare i conti. Quel 13% potrebbe essere ricaricato interamente sulla Tari, la tassa sui rifiuti pagata dai cittadini. Elleboro però ha detto che ci sono margini di manovra per evitare aumenti così salati. ci sperano anche i sindaci: la Tari infatti va approvata definitivamente ad anno inoltrato. (s.bar.)