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FERRERA Seicentomila metri cubi, distribuiti su sei lotti previsti da Acta ed autorizzati da Regione Lombardia, rappresentano la discarica di cemento amianto più grande di Lombardia. Gestito dalla società Acta, il sito di smaltimento alla cascina Gallona di Ferrera, sarà approntato per ricevere il primo carico di amianto nel luglio prossimo: per dieci anni, l'impianto riceverà ben 770mila tonnellate di cosiddetto Rca (rifiuti in cemento amianto). I lavori sono già cominciati, ma al di là dei numeri, a spaventare i residenti sono anche le "compresenze" sul territorio di altre aziende a rischio già in attività: l'Eni, la Oxon di Mezzana Bigli, la Cr di Sannazzaro, la Cre di Lomello, Enipower ed Airliquide di Ferrera. E poi quelle quattro linee perimetrali agli scavi della discarica: un oleodotto di petrolio greggio, un metanodotto, un ossigenodotto, una linea dell'alta tensione. «In caso di incidente in uno di questi impianti da anni in esercizio – hanno ribadito in molti durante l'assemblea dell'altra sera a Sannazzaro – gli idrocarburi finirebbero a contatto con l'amianto della vicina discarica. E sarebbe una catastrofe». Anche i Comuni e la Provincia si sono messi di traverso al progetto dell'Acta, ma finora è stato tutto inutile, anche se alcuni confidano ancora su di una sentenza del Tar (prevista forse a metà dicembre) a margine di un ricorso degli enti locali. Proprio tanti, dal 2010 ad oggi, i ricorsi al Tar, alla Commissione Europea, al Consiglio di Stato (due volte con sentenze favorevoli ad Acta). Qualcuno ha ribadito che «appare paradossale che i giudici non considerino che 400mila camion trasporteranno amianto per dieci anni, secondo noi è una sufficiente dimostrazione di pericolo a pochi metri dalla più grande raffineria italiana». (p.c.)