Clir, la Tari crescerà per saldare i debiti

PARONA I 42 comuni soci del Clir rischiano di dover pagare il 13% in più al Clir, la società di loro proprietà che raccoglie i rifiuti. Questo è quello che è emerso dall'incontro tra i sindaci ed il nuovo presidente del consiglio d'amministrazione, Manuel Elleboro. Un aumento di tariffe che i Comuni inseriranno nella previsione di bilancio per ripianare un buco da circa 700mila euro e che a loro volta dovranno far pagare ai cittadini attraverso la Tari, un servizio che secondo le legge deve essere pagato interamente dai cittadini. «Ma c'è la possibilità che durante il 2017 ci siano alcuni correttivi da parte della gestione del Clir per ridurre gli aumenti ai Comuni, speriamo di dimezzarli. Ora dobbiamo rilanciare il Clir», spiega il sindaco di Sartirana Ernesto Prevedoni Gorone. Il sindaco di Mortara Marco Facchinotti ha parlato «di rincari che non si possono evitare nel 2017». A spiegare la situazione è lo stesso Elleboro. Presidente Elleboro, nel 2017 ci sarà un aumento delle tariffe del Clir? «Non è esattamente così. Il 13% corrisponde al maggiore gettito che la società dovrà introitare per sanare lo squilibrio economico-finanziario prodotto nel 2015.  Come abbiamo già detto, riteniamo di poter ricavare buona parte di tale gettito sviluppando una serie di misure finalizzate alla riduzione dei costi di gestione societaria, alla valorizzazione degli assets industriali e all'ottimizzazione del servizio di raccolta differenziata». Aumenteranno i costi per i cittadini e il servizio sarà uguale o verrà migliorato? «Dipende dagli effetti del risanamento economico-finanziario avviato dall'attuale consiglio d'amministrazione e dalle performance del servizio di raccolta differenziata, che molto probabilmente cambierà. Vogliamo ridurre i costi di gestione ma anche migliorare la selezione domestica del rifiuto da smaltire». I comuni soci avranno un margine discrezionale per calmierare le tariffe da far pagare ai propri cittadini?   «Con il Vicepresidente Luca Ferrari e la consigliera Federica Bolognese stiamo lavorando perché tale discrezionalità non si renda necessaria». Qualche socio, oltre a Confienza, ha chiesto di lasciare la società? Chi vuole andarsene può farlo?   «Negli ultimi tre mesi ci sono stati almeno due grandi Comuni pavesi che hanno manifestato l'interesse ad entrare nella compagine sociale del Clir e ad  aderire ai criteri di servizio dallo stesso applicato, ancor più in previsione dei cambiamenti previsti. Ad oggi l'unico Comune che ha formalmente richiesto di andarsene è quello di Confienza. Ritengo che se un Comune manifesta tale esigenza, risulti corretto assecondarlo, anche se probabilmente questo non andrà a suo vantaggio». Sandro Barberis ©RIPRODUZIONE RISERVATA