Roma, casa agli africani Rivolta nel quartiere «Non vogliamo negri»

ROMA «Qui non vogliamo negri»; «tornate a casa col gommone». «le case prima agli italiani». Urlando questa e altre frasi simili decine di abitanti di San Basilio, quartiere di periferia di Roma, sono scesi per strada per impedire ad una coppia di origine marocchina con tre figli piccoli di entrare in una casa popolare loro assegnata. Entrati dopo lo sgombero di una famiglia italiana che l'aveva occupata abusivamente. Solo la presenza di vigili urbani e della polizia ha impedito che la situazione degenerasse nella violenza. Ma è stata la stessa famiglia marocchina a rinunciare all'alloggio, spaventata dalle minacce degli abitanti. Ora sono ospitati in un residence. Cinque le persone denunciate, mentre sono già scattati gli accertamenti per risalire agli organizzatori della protesta. Il sindaco di Roma Virginia Raggi ha espresso «forte indignazione» per quanto accaduto a San Basilio. «Un gesto vergognoso per Roma e per i cittadini romani», secondo Raggi, che vuole incontrare la famiglia e si metterà in contatto con loro. Intanto, in Campidoglio si sta lavorando per trovargli un alloggio alternativo. L'azione avrebbe non solo connotazioni razziste, ma anche interessi illegali sullo sfondo, tra il racket degli alloggi popolari e lo spaccio della droga, una piaga di San Basilio. Le case popolari infatti spesso vengono usate come punti di guardia dalle vedette che avvisano i pusher se arriva la polizia. Una zona difficile: nel 2013 dopo un omicidio i sanitari del 118 vennero aggrediti e picchiati. Ieri i coniugi maghrebini con i bambini di uno, 4 e 7 anni sono arrivati accompagnati dalla polizia municipale. Sono stati accolti dai cori razzisti. Di recente c'era stato lo sgombero degli occupanti dell'appartamento, una coppia con un figlio e un cane, che ha raccontato di aver vissuto per anni tra una cantina e un camper prima di prendersi quella casa che era rimasta sfitta. «Non è razzismo, io sto peggio di loro», ha detto l'uomo anche lui tra i manifestanti. Decine di inquilini del palazzo, anche di quelli vicini, sono scesi in strada per fermare la famiglia assegnataria: padre operaio edile con reddito annuo di 12 mila euro e madre disoccupata. La tensione è durata un paio di ore, gli agenti erano pronti a forzare il blocco, ma la famiglia marocchina, spaventata, ha rinunciato. «Non possiamo tollerare "zone franche" in cui il diritto viene scavalcato da forme organizzate di violenza e intimidazione», ha dichiarato l'assessore alla Comunità solidale, Laura Baldassarre. L'ultima parola ora al sindaco.