Sisma, a Cascia riaperta la basilica
MACERATA Nel giorno in cui i vigili del fuoco celebrano la patrona Santa Barbara, riapre a Cascia la basilica di Santa Rita. «È il primo anello di una lunga catena di ricostruzione di case e chiese. Siamo qui per dire tutti insieme che ricominciare è possibile e per ringraziare i vigili del fuoco per il loro servizio tra noi. Siamo ammirati e commossi nel vedere tanta solidarietà e umanità». Lo ha detto l'arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, che ieri pomeriggio ha celebrato a Cascia e a Norcia la festa di Santa Barbara con i pompieri impegnati in Valnerina. In tutta la diocesi di Spoleto-Norcia sono circa 250, tra chiese, canoniche e altri edifici, le strutture religiose che hanno subito danni dal terremoto. Proprio a Cascia il presule ha riaperto la basilica, sulla quale dopo il sisma i vigili del fuoco hanno eseguito alcuni interventi di messa in sicurezza. Un lungo applauso si è levato alla vista del corpo della Santa, patrona dei casi impossibili. A Norcia Boccardo ha celebrato messa in una tensostruttura con un altare e una croce realizzati in legno dai vigili del fuoco. «Siamo qui per celebrare la bellezza della solidarietà e dire grazie ai vigili del fuoco», ha detto il vescovo. A San Severino Marche, città d'arte della provincia di Macerata, è allarme intanto per le lesioni alle dimore storiche, quasi tutte realizzate tra '700 e '800, che il terremoto ha danneggiato. Fra queste c'è anche Villa Collio, un ex Casino della famiglia Collio, attribuito dagli storici locali a Pietro da Cortona, crollato nel 1799 a causa di un sisma e ricostruito nel 1812 da Giambattista Collio . L'architetto pittore moglianese Giuseppe Lucatelli progettò la nuova villa, oggi di proprietà degli eredi Miliani Raimondi, in stile neopalladiano. «Villa Collio ha avuto danni importanti alla struttura muraria - spiega Francesco Rapaccioni, console del Touring club italiano di Macerata e direttore dei Teatri di Sanseverino - Si è staccato l'intonaco, ma il fatto grave è che sotto si vedono i muri fessurati e spanciati. Danni si registrano anche al pavimento d'ingresso e a quello del giardino all'italiana, che si è abbassato. In uno dei tempietti laterali l'edificio ha subito una torsione su se stesso, che ha ruotato provocando distacchi fra le strutture con fessurazioni di diversi centimetri. Il soffitto delle scale ha ceduto e il tamburo della cupola è venuto giù». «Il danno culturale è enorme - dice il sindaco, Rosa Piermattei - Villa Collio è un bene preziosissimo. E il danno è anche di tipo economico, perché la villa era sede di un'attività ricettiva ».