I lavoratori: «Chiediamo più sicurezza»
di Denis Artioli wSANNAZZARO «Il personale probabilmente si è accorto di un'anomalia, giovedì pomeriggio, e sono scattate subito le misure di sicurezza interne alla Raffineria che hanno consentito ai lavoratori di non essere nelle immediate vicinanze dell'impianto quando ha preso fuoco»: Gianni Ardemagni, segretario della Femca Cisl (chimici), dopo un incontro urgente avvenuto ieri mattina con i vertici della Raffineria, spiega come, grazie all'attivazione dell'emergenza interna i lavoratori, una trentina, sono usciti illesi dall'impianto Est. Ieri mattina, alle 7.50, Eni ha comunicato il "cessato allarme". I rappresentanti territoriali del comparto chimico di Cgil, Cisl e Uil, spiega Ardemagni, sono stati convocati subito dal direttore della Raffineria, Luca Amoruso: «Erano presenti il responsabile delle relazioni sindacali Luigi Ferrario e Angelo Crescenzi dell'Eni, arrivato da Roma. Presenti anche la Rsu e i rappresentanti della sicurezza. «Nessuno si è fatto male – aggiunge Ardemagni – e l'attività della Raffineria sta continuando, l'incidente è avvenuto in un'area circoscritta». In una nota diffusa in mattinata, i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil scrivono: «Il grave incidente accaduto nell'impianto Est pone al centro gli aspetti relativi alla sicurezza all'interno della raffineria di Sannazzaro». I sindacati sottolineano «che fatti di questa gravità non debbano accadere all'interno di un reparto in cui si sono succedute problematiche di natura tecnica, che ora devono trovare risposte urgenti al fine di evitare situazioni di pericolo e di grave rischio per il personale addetto e per i cittadini». Cgil, Cisl e Uil oltre a ringraziare «chi si è prodigato nella gestione dell'incidente, a partire dalla squadra di sicurezza», riconoscono «il buon funzionamento delle procedure di emergenza che hanno evitato danni alle persone». In ogni caso, «in attesa di conoscere i risultati dell'inchiesta da parte della magistratura e degli enti preposti – è riportato nella nota congiunta delle tre sigle sindacali presenti nella raffineria – abbiamo incontrato la direzione aziendale. Con i dirigenti abbiamo condiviso la necessità di attivare un tavolo congiunto permanente per analizzare i problemi di gestione dell'impianto». La raffineria Eni di Sannazzaro, spiega Gianni Ardemagni, ha oltre 650 dipendenti e, nell'indotto, dà lavoro ad altre cinquecento persone all'incirca. «È stato positivo riuscire a incontrarsi subito con i vertici aziendali – sottolinea Michele Fucci (Filctem Cgil) – perché giovedì sera giravano voci secondo cui l'impianto danneggiato sarebbe stato dismesso, con conseguenze pesanti sull'occupazione. Invece l'azienda ha confermato che l'impianto danneggiato sarà ricostruito e subito partirà un tavolo permanente sulla sicurezza». Alberto Pozzati (Uil-Tec) sottolinea: «Innanzi tutto è fondamentale che nessuno si sia fatto male – afferma il sindacalista – l'altro dato è che l'azienda ripristinerà l'impianto per riprendere l'attività: i lavoratori erano preoccupati per il loro futuro occupazionale. Ma Eni ha assicurato che l'impianto sarà ricostruito, è fondamentale per il futuro». Intanto per lunedì, dalle 15 alle 17, sono state convocate dai sindacati due ore di assemblea con i lavoratori e la direzione della Raffineria, per un primo momento di confronto con i dipendenti sull'incidente di giovedì pomeriggio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA