Cittadini chiusi in casa «Impreparati al pericolo»
SANNAZZARO L'allarme ha scatenato le reazioni delle istituzioni e dei cittadini. «Un incidente rilevante – dice il sindaco di Sannazzaro, Roberto Zucca – Ero a Milano per lavoro e sono stato subito raggiunto dalle telefonate allarmate dei miei assessori . Abbiamo subito mobilitato Arpa, Asl, Protezione civile e vigili del fuoco. Viste le condizioni dell'aria abbiamo applicato il Piano di emergenza comunale che prevede i comportamenti da osservare in caso di incidente grave. Di casa in casa i nostri volontari e la polizia locale hanno invitato i cittadini in via precauzionale a chiudersi in casa. Sono intervenuti anche i segnalatori luminosi e il traffico di tutta la zona circostante il polo Eni è stato bloccato dalla polizia stradale. Abbiamo fatto quanto era necessario fare ma ora vanno verificate le conseguenze». In serata diverse persone, rimaste fuori casa nei minuti successivi le esplosioni, hanno accusato sintomi di stordimento, bruciori a occhi e gola. E il vicesindaco Silvia Bellini: «In municipio abbiamo gestito l'emergenza così come è prescritto dal Pec, il piano delle emergenze. Confermo che in raffineria, a seguito dell'esplosione e dell'incendio, non ci sono stati per fortuna feriti. Solo lievi intossicati soccorsi dall'infermeria interna». In serata l'allarme interno all'azienda non era cessato. E' stato necessario attendere l'esaurimento della carica delle parti pesanti destinati alla distillazione Est per domare prima l'incendio e placare l'enorme colonna di fumo vista anche a decine di chilometri di distanza. Sul posto, oltre la squadra di sicurezza interna, mezzi e oltre trenta pompieri di tutta la provincia. A Sannazzaro è parso ci fosse il coprifuoco: piazze e strade completamente deserte dopo le indicazioni di sicurezza. Nei bar solo commenti allarmati. «Ero in casa – dice Paolo Gatti – e tre botti hanno fatto tremare i vetri. Poi il fumo che ha oscurato il sole per oltre tre ore con una pioggia di pezzi di coibentazione dei serbatoi volati su auto e case». E Carlo Albini: «Secondo me il piano di emergenza comunale è sottodimensionato rispetto ai rischi potenziali di una raffineria così grande. Personalmente non ho neppure udito le sirene d'allerta. E mai è stata fatta una prova di evacuazione in caso di incidente grave. Di fronte a questi pericoli, non si deve più improvvisare. Paolo Calvi