Carapelli, sei mesi di cassa con i fondi della Regione

VOGHERA L'indennizzo della cassa integrazione straordinaria pagata per sei mesi ai lavoratori Carapelli in mobilità, con i fondi messi a disposizione dalla Regione. E' questa la novità sostanziale emersa dall'ultimo incontro al ministero dello Sviluppo economico sulla vertenza dello stabilimento di Inveruno, minacciato di chiusura dalla proprietà spagnola. A rischio anche quaranta vogheresi, trasferiti nel 2012 dal sito produttivo di via Amendola (ex Minerva Oli) a quello nell'hinterland milanese. Deoleo, la multinazionale che controlla i noti marchi italiani di olio d'oliva Carapelli, Sasso e Bertolli, ha una settimana per pronunciarsi sul ricorso alla cigs, dopo aver bocciato l'ipotesi della cassa speciale prospettata dal Mise. La tutela salariale garantita per sei mesi ai 98 addetti in esubero - estesa, dunque, più o meno fino a metà del 2017 - consentirebbe di programmare con una certa tranquillità il futuro e le eventuali trattative con un acquirente disposto a rilevare gli impianti di Inveruno e a far ripartire l'attività produttiva. Deoleo, infatti, ha aperto alla possibilità di una cessione dello stabilimento; intanto, però, ha già cominciato a spostare la produzione in Spagna, nel quadro di una strategia che sembra puntare sempre più chiaramente alla dismissione delle aziende dislocate in Italia, per concentrare le lavorazioni in Spagna e pur mantenendo la paternità dei marchi commerciali.