Tortona fuori dai fondi per le aree in crisi

TRTONA Tortona è stata esclusa dalle località che potranno beneficiare di contributi per le aree industriali in difficoltà: è stato deciso dalla Regione Piemonte, nel destinare i fondi stanziati dallo Stato per le zone più disagiate, in termini di indicatori di crisi economica, su tutti la disoccupazione. E ciò è avvenuto nonostante tali dati per la città di Tortona non siano certo rosei, anzi, comparando proprio i dati numerici con quelli di località inserite tra i beneficiari del piano, la situazione è sicuramente peggiore, basti esaminare la percentuale di disoccupati, pari all'11,2 %, superiore di uno 0,2% ad esempio a quella di Acqui Terme, inserita invece tra le tre città della Provincia che potranno avere accesso ai contributi. La delibera della giunta regionale ha indicato nove città in Piemonte, di cui tre in provincia di Alessandria, cioè Acqui Terme, Casale Monferrato e Ovada. Niente per Tortona, quindi, nonostante che nel primo monitoraggio fosse considerata nel novero dei comuni beneficiari. Alla prima stesura della documentazione preparatoria della delibera, in ottobre, Tortona era inserita, insieme a 16 altre zone, tra quelle in cui i sistemi locali di lavoro, definiti mediante una serie di parametri e indicatori economici, erano considerati in situazione di difficoltà. La notizia dell'approvazione della delibera con l'esclusione di Tortona, unica esclusa delle quattro alessandrine, ha fatto infuriare il sindaco Gianluca Bardone e la giunta comunale e ora arriverà il ricorso: il Comune ha già deciso infatti di proporre ricorso gerarchico, cioè chiedere il ritiro o rettifica alla stessa Regione di una delibera contenente tra l'altro diverse voci che sono considerate dall'avvocatura comunale imprecise o errate, come spiega il sindaco Gianluca Bardone"Ancora una volta si soverchiano gli interessi di Tortona in favore di altre zone, sono questioni di campanile e anche politiche. Non possiamo tollerare questa mancanza di attenzione verso il nostro territorio, la cui difficoltà economica è peraltro dimostrabile con criteri numerici non controvertibili. Noi siamo convinti che il ricorso gerarchico induca la Regione a modificare la delibera in senso equo e per questo l'ufficio legale comunale è già stato attivato. In quel testo ci sono poi un sacco di errori che confermeranno la necessità di una rettifica dei contenuti". E se ciò non fosse sufficiente a modificare la decisione, non è da escludere un ricorso al Tar. Stefano Brocchetti