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PONTI & INTERNET Non basta avere un sito per comunicare bene n Da abitante in Oltrepo che lavora a Pavia, mi trovo adesso con un problema che condivido come tanti altri. Come sapere se il ponte della Becca è stato riaperto senza andare fisicamente sul posto a verificare? Internet dovrebbe essere la risposta, ma su quale sito? Ho consultato quello della Protezione Civile, quello del Comune di Mezzanino, quello della Provincia di Pavia, quello del Comitato del Ponte della Becca, quello di Aipo, la Provincia pavese. Tranne che sul sito del giornale, in nessuno di essi trovo subito in Home page l'informazione che cerco, o un link diretto su dove trovarla. Cercando con pazienza nelle sezioni subordinate in alcuni casi trovo la risposta, non sempre chiara. Nell'era di Internet c'è ancora un problema non banale di efficienza/efficacia nell'informazione al cittadino. Sarebbe molto importante che venisse affrontato da parte di chi offre informazione non solo dal suo tradizionale punto di vista, ma anche da quello di chi fisicamente l'informazione la domanda. C'è un significativo spazio di approfondimento e di miglioramento sul tema, che si tradurrebbe in un miglior rapporto dei cittadini con le istituzioni. Sergio Malcevschi Associazione Retipolivalenti UNIVERSITÀ Biblioteca umanistica quesiti irrisolti n L'intervista al delegato rettorale alle biblioteche, professor Giorgio Panizza, pubblicata lo scorso venerdì, e relativa alla nuova biblioteca umanistica di Piazza del Lino, richiede alcune precisazioni. In primo luogo va osservato che, per mancanza di spazio, le raccolte librarie di arte e filosofia non potranno esservi accolte: del resto per le esigenze dell'ex facoltà di Lettere si erano previsti in origine due poli (quello di San Tommaso in Piazza del Lino, appunto, e quello costituito dai palazzi Botta ed ex Mondino), ora ridottisi al solo San Tommaso. D'altro canto sia dal Consiglio dl dipartimento di Studi Umanistici sia dal Consiglio scientifico della Biblioteca sono emerse profonde perplessità: preoccupa il ridotto margine disponibile per la crescita naturale delle raccolte, e la collocazione di buona parte delle medesime in un deposito ipogeo; in questa situazione, ci si chiede perché il progetto preveda di dedicare a spazio studio e di "socialità culturale" una parte della biblioteca medesima (il "primo livello" di cui parla Panizza). Docenti e ricercatori del Dipartimeno sono ovviamente favorevoli al fatto che si mettano a disposizione degli studenti sale studio adeguate, che sono però altro da una biblioteca e non devono incistarsi nella medesima. Né siamo ovviamente contrari alla fruizione da parte della cittadinanza e di ogni lettore interessato del nostro patrimonio librario specialistico: stiamo anzi cercando di favorirla con varie iniziative mirate. Tuttavia, è nell'interesse di tutti (e penso in primo luogo a studenti e docenti delle scuole superiori, e all'ampio pubblico con curiosità culturali specifiche) che una biblioteca universitaria non perda il proprio profilo specialistico e scientifico, tanto più che il rilanciato progetto comuale per la biblioteca Bonetta a Santa Chiara soddisferà le esigenze più genericiste e divulgative, offrendo anche un grande spazio di aggregazione. Mentre plaudiamo alla generosità della Fondazione Cariplo e alla sua sensibilità per una struttura di studio e ricerca (le biblioteche sono i laboratori degli umanisti), chiediamo che le nostre istanze vengano ascoltate dai responsabili del progetto, come sinora non è stato. Giuseppe Mazzocchi dipartimento di Studi Umanistici Università di Pavia CANTIERI Il raccordo «vale» metà dell'Autosole n Mi piace molto l'ironia di Giorgio Boatti sul raccordo Pavia-Bereguardo e i suoi interminabili cantieri. Non ne condivido però il pessimismo. Se infatti, come sembra, l'opera sarà compiuta entro il 2017, alla fine sarà durata solo quattro anni: esattamente la metà degli otto impiegati per realizzare l'Autostrada del Sole, da Milano a Napoli... Gianni Mussini