Maltempo, danni per un miliardo

ROMA Le grandi pioggie che hanno ingrossato fiumi e torrenti, provocando alluvioni da nord a sud, si sono esaurite. Ma mentre la nuova allerta riguarda il gelo artico che arriverà da oggi nel nostro Paese, investendo anche le città e i piccoli centri provati dall'ondata di maltempo dei giorni scorsi, la prima conta ufficiale dei danni certifica le dimensioni del disastro. «In Piemonte, Liguria e Sicilia supereranno certamente il miliardo di euro - quantifica Erasmo D'Angelis, coordinatore di Italia Sicura, la struttura di Palazzo Chigi contro il dissesto idrogeologico - Abbiamo migliaia di sfollati nel nord-ovest, strade interrotti, ponti crollati e tanti campi coltivati devastati». Una situazione drammatica davanti alla quale il governo «si impegna a mettere a disposizione tutte le risorse che servono» mentre «a più lunga scadenza il tema vero è quello della prevenzione». La Coldiretti chiede l'istituzione di un tavolo di crisi per «mettere subito in campo le misure necessarie per permettere alle aziende agricole di continuare la loro attività». Negli ultimi dieci anni, sottolinea l'organizzazione, i fenomeni straordinari legati ai cambiamenti climatici hanno causato la perdita di 14 miliardi tra produzione agricola, strutture e infrastrutture rurali. Nei giorni scorsi sono finiti sott'acqua anche i pregiati noccioleti del Piemonte e gli agrumeti di Sicilia, con oltre il 50% della produzione tra Ribera e Sciacca ormai perduto. Una situazione fruttodi «un modello di sviluppo sbagliato» che ha prodotto l'abbandono delle campagne e la cementificazione, con la scomparsa di 2,15 milioni di ettari coltivati in vent'anni. E la marcia non è stata invertita: «Ogni giorno sparisce terra agricola pari a 400 campi da calcio (228 ettari) e quella disponibile non riesce più ad assorbire adeguatamente la pioggia». Per questo, Coldiretti aderisce alla campagna europea #Salvailsuolo (www.salvailsuolo.it), con l'obiettivo di raccogliere un milione di firme per fermare il consumo di suolo. Nelle zone colpite, intanto, il ritorno alla normalità è lento e difficile, anche sull'asta del Po resta, ancora per oggi, l'allerta rossa per rischio idraulico in Emilia Romagna sulle pianure di Piacenza-Parma e di Modena-Reggio Emilia, e in Lombardia nella bassa pianura orientale. Si continua a spalare il fango da case e negozi, mentre in Piemonte alcune linee ferroviarie restano sospese. Scuole chiuse anche oggi a Sciacca e Ribera, in provincia di Agrigento. E sempre in Sicilia sono senza esito le ricerche delle due persone disperse venerdì scorso: Vincenzo Bruno, allevatore settantenne sparito a Sciacca, e Roberto Saccà, 74 anni, di cui si sono perse le tracce a Letojanni, in provincia di Messina. A Mendatica (Imperia), è stata dichiarata "zona rossa", quindi inaccessibile, l'area della grande frana che interessa una vasta zona a cavallo tra la frazione Monesi e la borgata di Piaggia di Briga, nel Cuneese. L'abitato di Monesi, infatti, sta scivolando verso il basso. È rientrata invece la grande paura a Genova, dove 168 persone, una sessantina di famiglie residenti in tre palazzi, erano state evacuate sabato notte a causa di una frana (non dovuta alle ultime piogge) che minaccia tre palazzi in località Quezzi, sulle alture, in via Portezza e in via Daneo. A dare l'allarme erano stati alcuni abitanti che erano stati svegliati dal boato causato dal crollo di un muro di contenimento della collina, che ha messo a nudo le fondamenta di un palazzo edificato nel greto del rio Fereggiano,il corso d'acqua che tracimò nell''autunno del 2011 facendo sei morti . Tutte le persone sfollate sono rientrate in casa ieri sera dopo che le verifiche tecniche hanno permesso di constatare l'assenza di rischi. I proprietari degli immobili e dei terreni dovranno ora collocare nell'area teloni di contenimento e strumenti per rilevare i movimenti della terra. (m.r.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA