La figlia accusa: mi molestava. A processo

PAVIA Il padre accusato di atti osceni fra le mura domestiche davanti alla figlia, all'epoca 14enne. Il processo è in corso contro l'uomo 43enne, accusato di violenza sessuale aggravata dal rapporto di parentela: verrà sentito– con le adeguate cautele – anche il fratello minore (un bambino di nove anni, allora) della ragazza, oggi 18enne. Un'udienza era in calendario ieri in tribunale, a porte chiuse. Nella prossima udienza verranno sentiti dieci testimoni, citati dal pubblico ministero Giulia Pezzino e dall'avvocato difensore Roberto Grittini. Fra i testi (parenti e amici di famiglia) c'è anche la nonna paterna della ragazza. All'epoca dei fatti contestati, la ragazza (che adesso vive altrove con il suo compagno) abitava in un comune della provincia con il padre, la nonna paterna e il fratello: dopo la separazione dal marito, la madre era tornata a vivere nel paese di origine. Era stata quattro anni fa la figlia a rivolgersi ai carabinieri: secondo la sua versione dei fatti, il padre sarebbe appunto responsabile di atti osceni avvenuti davanti a lei, in più occasioni. L'uomo respinge tutte le accuse: la figlia la avrebbe denunciato per metterlo in difficoltà, vista la tensione e le divergenze caratteriali fra padre e figlia. Dopo la segnalazione della ragazza, sulla vicenda sono iniziate le indagini della procura di Pavia e l'uomo è stato poi rinviato a giudizio per violenza sessuale aggravata dallo stretto rapporto di parentela con la presunta vittima, davanti al collegio presieduto dal giudice Daniela Garnaschelli. La prossima udienza è stata fissata ad aprile 2017. Per accertare i fatti, è stato deciso di sentire in separata sede anche il fratello 13enne della ragazza che accusa il padre. (a.m.)