Zerbolò, tre studenti denunciati per il rogo all’ex riseria Beretta
di Maria Fiore wZERBOLÒ I vigili del fuoco, intervenuti per spegnere l'incendio, avevano trovato tracce di liquido infiammabile e questo aveva subito fatto pensare a un atto vandalico. I sospetti erano caduti su alcuni senzatetto che frequentavano l'edificio, ormai dismesso, dell'ex riseria Beretta, in via Robecchi a Zerbolò. E invece i carabinieri hanno individuato, come responsabili dell'incendio, tre studenti. I ragazzi, che hanno 13, 14 e 15 anni e che abitano a Zerbolò, sono stati denunciati dal tribunale dei minori di Milano per i reati di incendio e danneggiamento colposo. Gli studenti hanno ammesso i fatti ma si sono difesi dicendo che non era loro intenzione dare fuoco alla struttura e che, durante una specie di gioco, la situazione era sfuggita loro di mano. A condurre i carabinieri verso i nomi dei ragazzi sono state le testimonianze di alcune persone che avevano visto tre giovani scappare dall'edificio in fiamme. L'incendio, che risale alla notte del 10 novembre, si era verificato nella ex riseria di Zerbolò, dove un tempo veniva confezionato il riso. Il rogo aveva distrutto due bancali in legno e alcune scatole di cartone ammucchiate, prima di venire spento dai vigili del fuoco di Garlasco. I pompieri, durante il sopralluogo, non riscontrarono danni strutturali e confermarono l'origine dell'incendio dovuta all'utilizzo di liquido infiammabile versato alcuni rifiuti. I primi accertamenti portarono a ricondurre l'episodio a un atto vandalico, anche alla luce dello stato di abbandono dell'edificio, spesso frequentato da tossicodipendenti e senzatetto della zona. Ma le verifiche dei carabinieri hanno portato a un'altra conclusione. I tre ragazzi sono entrati nell'edificio e, forse per gioco o per scaldarsi, hanno prima posizionato un cartone all'interno di un caminetto e poi lo hanno incendiato. Le fiamme si sono propagate rapidamente ad altri materiali infiammabili e si sono sparse per tutta la stanza. «Ci siamo spaventati e siamo scappati», hanno detto ai carabinieri. Ma non sono riusciti a evitare la denuncia.