«Innovativa? Macchè, e ora c’è un’indagine»

PAVIA «Definire innovativa una gara che adesso è oggetto di indagine della procura è sorprendente». Dopo le dichiarazioni misurate sull'inchiesta, Alberto Cazzani cambia tono e usa parole dure per rispondere a Daniele Bosone, che aveva difeso il bando (oltre che i due indagati Gramigna e Maccarini) e il percorso della Provincia, definendolo «ambizioso e rivoluzionario». Cazzani, che è rappresentante del consorzio Tplo e che per questa vicenda è stato anche sentito come persona informata sui fatti, vuole rispondere in qualità di presidente di Anav Lombardia (Associazione nazionale autotrasporto viaggiatori). «Per la nostra associazione di categoria, innovare vuol dire liberalizzare – aggiunge –. Questo implica vera apertura ai mercati, gare senza barriere, regole certe e facilmente applicabili, costi standard e innovazione tecnologica. Nulla di tutto ciò è riscontrabile nel progetto che per Bosone appare innovativo». Cazzani entra nel merito: «In Anav Lombardia definiamo innovativo un progetto se poggia su tre pilastri. Primo: le gare devono essere contendibili. Questo significa facilitare l'accesso alla competizione a più concorrenti, con requisiti minimi adeguati e risorse messe a disposizione in misura sufficiente a coprire i bisogni di mobilità dell'utenza. Secondo: devono esserci i costi standard, che sono un meccanismo che favorisce l'efficienza. Infine, serve una seria e corretta analisi dei trasporti, quindi un'analisi tecnica della quantità di servizi richiesti dai cittadini. Nel caso specifico queste tre condizioni non c'erano. Ecco perché questa gara non può certamente essere un modello». Secondo il presidente di Anav, il processo di liberalizzazione «passa attraverso la definizione, insieme alla pubblica amministrazione, delle corrette regole di ingaggio coerenti con l'obiettivo: e cioè offrire un servizio adeguato all'utenza rendendo più competitivo un territorio – conclude Cazzani –. La politica ci risparmi da questi progetti cosiddetti innovativi. L'innovazione che vogliamo introdurre nella mobilità lombarda è tutt'altra cosa». @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA