Berlusconi ha un’idea L’accordo con Renzi

di Gabriele Rizzardi wROMA «Se vincesse il No è indispensabile sedersi a un tavolo per una riforma condivisa e per cambiare la legge elettorale». Silvio Berlusconi dice sì a chi gli chiede se sia disposto a rimettersi al tavolo con Renzi se vincesse il No. Parlando a Matrix , il Cavaliere dice di non avere dubbi sul voto del 4 dicembre («Il mio è un No deciso e responsabile») ed è pronto a scommettere che in caso di sconfitta del Sì non succederebbe nulla. «Con Mattarella abbiamo parlato della situazione italiana e se vince il No non cambia nulla, non succederà nulla e si apre la possibilità di una riforma della Costituzione molto diversa e positiva». Dopo aver ammesso che il pericolo comunista «non c'è più», Berlusconi torna a parlare di legge elettorale e recita il de profundis del maggioritario. «Solo con un sistema proporzionale si può avere un sistema che rappresenti la maggioranza degli italiani» precisa il Cavaliere, che si dice «pentito» di aver detto due giorni fa che le aziende Mediaset temono le ritorsioni di chi ha il potere. Quanto alle polemiche tra i due schieramenti, Renzi ieri ha provato a far abbassare la temperatura. E il primo passo è non rispondere alle provocazioni. «L'articolo 138 dice che ci vuole un voto referendario da parte dei cittadini e bisogna andare al voto con leggerezza. Ho detto ai miei, basta rispondere. Ti dicono che sei una scrofa ferita, rispondi andando nel merito» dice il premier, per il quale la Costituzione va rispettata sempre, sia da chi vuole cambiarla sia da chi vuole tenerla. Poi in serata, davanti alle telecamere di Porta a Porta, il premier non si sbilancia sulle elezioni anticipate. «Il giorno in cui si va a votare lo decide il presidente della Repubblica sulla base delle decisioni del Parlamento», risponde il premier a Vespa che gli chiede se sarebbe disposto a guidare un governo elettorale.Laconica la risposta di Giovanni Toti in studio assieme a Giorgia Meloni e Alfredo D'Attorre per il No. «Se vince il no, la legislatura è finita» dice il governatore della Liguria. «Se il popolo dice No, Renzi tragga le conseguenze», taglia corto la leader di Fratelli d'Italia. Lo scontro sul referendum, intanto, non si placa. Dopo l'allarme lanciato dal presidente del Comitato del No, Alessandro Pace, sui rischi di brogli sul voto all'estero, il vicepresidente 5 Stelle della Camera, Luigi Di Maio, torna alla carica: «Sento odore di brogli, abbiamo visto più volte che ci sono stati e potrebbero esserci anche in questo caso. Abbiamo chiesto un osservatorio sulle nostre modalità di voto». Un altro 5 Stelle, Daniele Del Grosso, interviene nell'aula di Montecitorio per dire che il governo «non è in grado di garantire la regolarità del voto all'estero» e spiega perché: «Sono arrivate molte segnalazioni dai nostri connazionali. Doppie schede, plichi non arrivati a destinazione, letterine di Renzi pro Sì che sarebbero arrivate contemporaneamente alla scheda elettorale...». Il voto poterebbe essere inquinato? La replica del governo è affidata a al ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni: «Il voto per corrispondenza presenta caratteristiche particolari; capisco l'attenzione anche per l'estrema incertezza del risultato, ma ciò non può giustificare atteggiamenti denigratori. I nostri concittadini non sono italiani di serie B, né tantomeno potenziali imbroglioni». Il capo della Farnesina ieri ha incontrato i rappresentanti dei Comitati del Sì e del No. Durante l'incontro è stato concordato un «canale di comunicazione» tra la Farnesina e i due Comitati affinchè da qui al 4 dicembre possano essere segnalati tempestivamente al ministero eventuali casi di preoccupazione per il regolare svolgimento del voto all'estero. Il voto del 4 dicembre diventa intanto il sorvegliato speciale dei mercati finanziari. Per l'agenzia di rating Standard & Poor's il voto non sarà ininfluente. «In caso di vittoria del No quello che preoccupa i mercati sono le banche e la situazione dei crediti deteriorati. L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è una crisi politica in Italia» dice Jean-Michel Six. ©RIPRODUZIONE RISERVATA