Guerra dei bus a colpi di esposti e ricorsi

PAVIA Una guerra combattuta a colpi di esposti, mentre la procura fa fioccare avvisi di garanzia e si prepara a esaminare una mole ingente di documentazione. È bufera attorno all'assegnazione del servizio di trasporto pubblico locale ed extraurbano sul territorio pavese, che la Provincia, durante l'amministrazione di Daniele Bosone, ha provato a mettere nelle mani di un unico gestore attraverso una gara da 125 milioni di euro in sette anni. A dicembre di un anno fa l'appalto viene assegnato, in via provvisoria, al consorzio di aziende pavesi Tplo (Trasporti Pavesi Lomellina Oltrepo), che include le società Line, Pmt, Stav, Sapo e Stac. Le aziende, cioè, che negli ultimi anni hanno gestito il trasporto su tutta la provincia, in maniera però frammentata. La seconda classificata è Autoguidovie, che gestisce il trasporto in diverse città del nord Italia. La procedura va in tilt quando, dopo l'assegnazione provvisoria, il consorzio viene escluso dalla procedura. Il motivo? Alcune lacune tecniche nella documentazione presentata, tra cui la presunta mancata indicazione dei servizi eseguiti dai singoli consorziati. Mancano, cioè, i documenti sulle zone che i componenti avrebbero coperto. Una lacuna che, per la commissione giudicatrice, non sarebbe sanabile con un'integrazione. La stessa Autoguidovie invia una diffida alla Provincia, esponendo un vizio di legittimità. L'ente, a questo punto, decide di chiedere un parere legale, che sembra dare ragione alle contestazioni di Autoguidovie. Il parere basta ai tecnici della Provincia a escludere il consorzio dalla gara. Tplo non sta a guardare e, insieme a un ricorso al Tar, presenta anche un esposto in procura. Secondo la segnalazione di Tplo, la Provincia avrebbe revocato l'appalto al consorzio attraverso criteri poco chiari. Nella vicenda, però, non mancano i colpi di scena, perché in estate arriva sul tavolo del magistrato anche l'esposto della Provincia, firmato da Bosone e da Mauro Maccarini (che ieri ha ricevuto l'avviso di garanzia). Questo esposto tira in ballo il clima «poco sereno» che avrebbe fatto da sfondo alla procedura di gara. Iter che sarebbe stato condizionato da pressioni e da tentativi di bloccare la gara stessa. L'esposto fa riferimento anche alle proteste per la sorte di un centinaio di lavoratori, le interrogazioni in consiglio regionale e le presunte sollecitazioni a fermare una gara con «criteri troppo rigidi». (m. fio.)