Cuore e polmoni, 3 trapianti in 4 giorni
di Anna Ghezzi wPAVIA Tre trapianti in cinque giorni al San Matteo con un impegno non stop da giovedì a domenica. Il cuore è stato prelevato da un donatore di Varese, i polmoni provengono, invece, da Napoli e da Brescia. I pazienti trapiantati non sono più intubati e i medici sono positivi. «Sono stati giorni intensi - spiega il cardiochirurgo Andrea D'Armini - Abbiamo gestito due prelievi di organi a Napoli e Varese e due trapianti in contemporanea, il 16». Un impegno logistico notevole che ha visto quattro squadre impegnate in contemporanea e due sale operatorie occupate per oltre sette ore nei reparti speciali. Domenica un'altra chiamata dal Nitp, il programma trapianti per il Nord italia: c'era un donatore disponibile a Brescia, i pavesi sono andati a prelevare altri polmoni. A ricevere nuova vita con il cuore arrivato da Varese è stato un 63enne di origini piemontesi che era ricoverato al San Matteo da qualche tempo. «Era affetto da una cardiomiopatia dilatativa ed era peggiorato - spiega D'Armini - così lo stavamo valutando per il cuore artificiale in attesa del trapianto. Il doppio polmone lo ha ricevuto invece un 59enne lombardo, affetto da enfisema polmonare, mentre il polmone singolo è stato trapiantato su una donna di 63 anni, abruzzese, affetta da fibrosi cistica». Dalla chiamata del Nit al termine del trapianto passano almeno 24 ore. Ventiquattro ore di concitazione e procedure precise al millimetro. I primi a partire sono stati i gruppi coordinati da Carlo Pellegrini, diretti a Varese per valutare il cuore. A Napoli, per i primi polmoni, è volato con l'aereo privato del Centro nazionale trapianti invece il chirurgo toracico Filippo Antonacci. Al San Matteo, in questa staffetta per la vita, hanno trovato ad accoglierli l'équipe coordinata da Giuseppe Zattera aiutato da Marco Luigi Aiello che si è occupata del trapianto di cuore, e quella di D'Armini che si è occupato dei polmoni. Domenica il prelievo è stato effettuato da Antonacci, il trapianto è stto effettuato sempre da D'Armini aiutato dal chirurgo toracico Giulio Orlandoni. «Con lo strutturato che va a vedere il donatore e i due che effettuano il trapianto c'è sempre uno specializzando della cardiochirurgia - spiega D'Armini – e in questo periodo abbiamo anche uno specializzando di Lisbona venuto a Pavia per tre mesi per praticare i trapianti e il trattamento dell'ipertensione polmonare cronica tromboembolica». Nel 2016 sono stati realizzati 21 trapianti (9 polmoni e 12 cuori): uno in più rispetto all'anno scorso. Il San Matteo è l'unico centro che insieme a quello di Torino (Molinette) in cui lo stesso team realizza sia il trapianto di cuore che di polmone. Impegno intenso nell'ultimo fine settimana, anche nel campo delle donazioni d'organo. La presidenza e la direzione generale del Policlinico hanno pubblicato sulla rete intranet un ringraziamento a «tutto quel personale medico, chirurgico e infermieristico, nonché a quello impegnato nel coordinamento, che operando non stop da giovedì pomeriggio a sabato mattina ha reso possibile il prelievo di più organi da tre donatori, di cui uno a cuore fermo».