Campi elettromagnetici per curare l’Alzheimer
PAVIA Campi magnetici per migliorare la memoria e i deficit cognitivi, ma anche uno studio per dolore dell'anziano, un campo su cui i dati e gli studi sono ancora molto scarsi. Per queste ricerche e per la sua attività clinica al Santa Margherita, la società italiana di geriatria e gerontologia ha premiato Fabio Guerriero con la fellowship in geriatria, un riconoscimento che la Società riserva ai giovani soci «che si siano distinti per originali contributi nel campo della ricerca in Geriatria e il cui prestigio sia riconosciuto dalla Comunità scientifica internazionale». Il medico pavese, 35 anni, è stato scelto tra i 5 giovani geriatri più promettenti in Italia, la premiazione avverrà il 3 dicembre in occasione del congresso nazionale di geriatria. «La ricerca sull'uso dei campi elettromagnetici a bassa intensità e alta frequenza - spiega Guerriero - ha dimostrato che la stimolazione ha effetti terapeutici nell'ambito dei deficit cognitivi e della malattia di Alzheimer. Nei 15 pazienti sottoposti alla stimolazione abbiamo registrato un miglioramento dei sintomi cognitivi e un recupero parziale della memoria per mitigare i deficit cognitivi e l'Alzheimer e migliorare la memoria, soprattutto se l'intervento avviene nelle fasi precoci della malattia. Ora stiamo lavorando, anche con una squadra di ingegneri, per poter trasferire a livello clinico questa pratica». La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Neuropsychiatric disease and treatment. Sempre al Santa Margherita, Guerriero sta lavorando in collaborazione con la Weill Cornell medical college di New York a una ricerca sul dolore nell'anziano. «Ci sono poche ricerche in questo ambito - spiega Guerriero - e quindi pochi dati sul dolore nel paziente over 70. Lavoriamo in particolare per stendere protocolli e linee guida in questo contesto». (a.gh.)