Economia, il futuro è solo verde
ROMA «Toglietevi dalla testa la green economy: non c'è più un'economia pulita e una sporca, ma una che in futuro risponderà per forza a criteri ambientali». Il ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti ne è sicuro: la rivoluzione industriale in corso, la quarta, avrà tra i suoi cardini l'ambiente. Lo ha dichiarato in un videomessaggio al Green Day un evento organizzato dall'Università Luiss di Roma, all'indomani del vertice Cop22 di Marrakech. Dove l' accordo di Parigi sul clima è stato definito irreversibile: i governi mondiali hanno ribadito l'impegno di contenere l'aumento della temperatura mondiale ben al di sotto di 2°C e lo sforzo per ridurre le emissioni di CO2 entro il 2020. Alcune associazioni ambientaliste, però, hanno criticato il documento troppo «generico». La parte dell'avvocato del diavolo è toccata a Massimo Bruno, responsabile delle Relazioni istituzionali di Enel. Perché se c'è una rivoluzione industriale in corso, chi è legato ai vecchi modi di produzione rischia di restare indietro. «Con l'innovazione c'è il pericolo che cali il bisogno di forza lavoro. E qui c'è il problema sociale che va affrontato. La vittoria Trump va vista anche in quello: il metalmeccanico non mangia con l'innovazione». Proprio Donald Trump è stato definito da Simona Bonafé, europarlamentare Pd, il convitato di pietra di Marrakech. «In campagna elettorale - ha spiegato - ha definito più volte il cambiamento climatico una fesseria. Ma a Marrakech abbiamo stabilito che non si può tornare indietro da Parigi. Ha firmato anche la Cina». Bonafé non ha eluso le questioni poste da Bruno. «Siamo consapevoli dei contraccolpi sociali che ci saranno. Ma dobbiamo coprirli con lo sviluppo economico. L'economia circolare è innovazione. Mi hanno detto che oggi con la plastica si producono maglioni. Non possiamo fermare la transizione, ma dobbiamo accompagnarla con politiche serie».(a.s.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA