Poma: «Non rispetto il patto di stabilità»
di Stefania Prato wPAVIA Circa 3 milioni e 900 mila euro. È questa la somma che la Provincia chiede alla Regione di svincolare. Denaro che serve per chiudere il bilancio e sistemare i ponti della Gerola e della Becca. La richiesta è contenuta in una lettera firmata dal presidente Vittorio Poma e inviata al governatore Maroni e all'assessore Garavaglia. Un documento in cui si chiede a Regione Lombardia di liberare queste risorse, come prevede la legge di stabilità. «Altrimenti sarò costretto ad un atto di ribellione e prenderò la decisione, in modo autonomo, di svincolare io stesso quel denaro che va destinato alle spese correnti - sottolinea Poma -. Un atto a cui sono obbligato dalla situazione di emergenza in cui si trovano le due infrastrutture. Il mio compito è quello di garantire la realizzazione di opere prioritarie». Insomma, dice il presidente di Area vasta, «l'obiettivo è quello di pareggiare il bilancio». Perché senza bilancio tutti gli interventi previsti restano al palo. Dalla messa in sicurezza delle strade al consolidamento strutturale dei ponti. Della questione si è già parlato ieri in un incontro tecnico tra Regione e province lombarde. Un incontro in cui si è insistito sulla necessità di svincolare le risorse destinate alla gestione delle funzioni delegate. Denaro che dovrebbe essere utilizzato per la parte in conto capitale. Insomma si tratterebbe di una questione puramente contabile, ma che diventa sostanziale perché la richiesta della Provincia è di utilizzare quei 3 milioni e 900mila euro per la spesa corrente. «In quanto il prelievo forzoso da parte dello Stato ha determinato uno spareggio nella parte corrente del bilancio», ricorda Poma, sottolineando «le enormi difficoltà in cui si trovano ad operare gli enti di Area vasta». E puntando l'indice sui 55 milioni di euro che Piazza Italia è stata obbligata a trasferire a Roma negli ultimi tre anni. Ma attenzione, aggiunge, «non chiediamo di regalarci un euro, ma di derogare ad un principio contabile autorizzato nella legge di stabilità e dalla conferenza Stato - Regioni». «La Provincia - precisa - rifinanzierà il trasferimento con risorse proprie». Nella lettera, inviata al governatore Roberto Maroni e all'assessore all'economia Massimo Garavaglia, Poma scrive di «fare appello alla loro sensibilità istituzionale ancora più che politica per il trasferimento, il prima possibile, di risorse regionali in modo da consentire l'equilibrio della situazione corrente». E ricorda il presidente che «il parere contrario della Regione impedirebbe l'approvazione del bilancio di previsione 2016 e comporterebbe gravi responsabilità, in quanto renderebbe impossibile utilizzare quei trasferimenti per far fronte all'assoluta situazione di emergenza in cui si trovano i ponti che del nostro territorio provinciale». Ed è per questo che nel documento il presidente sottolinea come «l'unica alternativa percorribile per scongiurare situazioni di rischio sia quello di uno svincolo unilaterale». Una mossa a cui si vedrebbe costretta la Provincia. Che si troverebbe a considerare «gli interessi pubblici in gioco». Insomma «una scelta obbligata», la definisce Poma, al punto che «nessuna responsabilità dovrebbe ricadere sugli organi politici e tecnici dell'ente provinciale». Una partita delicata quella che sta giocando il presidente Poma che resta in attesa di una risposta che non dovrebbe tardare. Il bilancio infatti va chiuso entro fine anno. «Chiediamo solo di fare quanto previsto dalla legge che non solo consente lo svincolo dei trasferimenti correnti, ma anche di garantire l'equilibrio della parte corrente dei bilanci delle province».