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PAVIA Il cimitero dovrebbe essere una priorità nPrendo spunto dall'articolo pubblicato sul vostro giornale martedì scorso, 15 novembre 2016, per qualche considerazione sul cimitero monumentale di Pavia. E' vero, il cimitero è in degrado ed è in una situazione che ha origini lontane non sicuramente attribuibili alla sola Giunta comunale in carica. Dato il nostro ruolo di associazione che con il cimitero a che fare tutti i giorni e che gestisce un tempio cinerario e il giardino del ricordo (è bene ricordare che quest'ultimo è stato interamente pagato dalla Socrem che gestisce la manutenzione a proprie spese), tocchiamo con mano i disservizi e il degrado che coinvolge la struttura cimiteriale. Il cimitero di Pavia ha origini storiche ed è un luogo di culto caro ai pavesi che vorrebbero vederlo pulito e recuperato (si pensi solo alle condizioni in cui versa il famedio dove riposano i personaggi che hanno dato lustro a Pavia); è un luogo in cui la pietà e il ricordo avrebbero necessità di trovare un albergo dignitoso senza sporcizia e con le aiuole curate. Come Socrem ci siamo spesso lamentati, con la vecchia e la nuova Giunta comunale, della situazione cimiteriale di Pavia, delle condizioni di degrado ma anche dei seri problemi che riguardano le modalità di ricevimento delle salme che oggi è svolto con superficialità e in modo non consono al rispetto della dignità delle famiglie dolenti. Si pensi solo a come funziona il forno crematorio, alle sue difficoltà e al modo in cui si ricevono le salme e si consegnano le ceneri; tutto in un corridoio freddo e disadorno e con personale impreparato che spesso non parla nemmeno italiano. Intervenire sul cimitero dovrebbe essere una priorità dell'amministrazione comunale che dal cimitero riceve anche sostentamento economico al proprio bilancio. I pavesi ne avrebbero un beneficio morale e sarebbero orgogliosi di una città che tratta i defunti e i parenti con rispetto. Mario Spadini presidente Socrem Pavia la proposta Così l'archivio all'ex Arsenale nIl 27 ottobre mi sono dimesso da "Arsenale Creativo". Non per questo è diminuito il mio interesse per il futuro dell'ex Arsenale e quindi vorrei esporre alcune considerazioni sulla destinazione ad Archivio di parte dell'area. Con delibera 25/07/16 la Regione Lombardia ha individuato l'Arsenale come possibile sede del "Polo Archivistico Unitario di interesse regionale, nel quale collocare gli archivi di MIBACT, Regione ed Enti e Amministrazioni del Sistema Regionale e altri che confluiranno nella Regione". Allo scopo è stato firmato un Protocollo di intesa tra MIBACT, Demanio, Regione e Comune PV. La superficie necessaria è di almeno 20.000 mq. su un unico piano, essendo il peso di un archivio a scaffalature compattabili di 2.500 kg/mq., dieci volte quello che si prevede sul pavimento di una abitazione. L'area prescelta sarà probabilmente quella in riva destra del Navigliaccio che, al netto della parte esondabile ma al lordo di quella soggetta a servitù di elettrodotto, è di circa 52.000 mq. Qui esistono capannoni anni trenta con copertura a shed che, dopo adeguati e impegnativi lavori e la costruzione di nuovi percorsi di collegamento, potrebbero essere riutilizzati. Ma è una soluzione impraticabile, essendo la loro superficie di circa 9.000 mq., meno della metà di quanti servono. Ecco quindi la necessità di pensare a una soluzione in grado di ospitare l'intero archivio. Ritengo che si debba pretendere un nuovo edificio di grande livello architettonico, pensato come complesso archivistico e progettato da una mano felice, con particolare attenzione per il contesto ambientale. La struttura, oltre ai locali deposito e ad ampi e piacevoli ambienti per la consultazione e lo studio, dovrà contenere spazi espositivi e sale per dibattiti e conferenze che rendano possibile la divulgazione delle ricerche e quindi il rapporto tra le carte della memoria e la comunità cittadina. Ma, essendo collocato all'Arsenale, l'edificio dovrà essere integrato con alcune attività emerse dalla Progettazione partecipata, come, ad esempio, un anfiteatro per spettacoli all'aperto e spazi, anche coperti, di incontro e ricreazione. In questo modo il paventato "deposito di carte morte" diventerebbe un riferimento architettonico significativo e un punto di interesse ludico e culturale per l'intera città e non solo. Per questo risultato è essenziale la procedura del Concorso di idee che assegni al vincitore l'incarico di sviluppare il progetto e seguirne la realizzazione. A chi, Amministratore o responsabile di Ente, sosterrà che si tratta di un processo costoso, possiamo ricordare che il Demanio ha recentemente concesso al Comune di Firenze un contributo di €. 260.000,00 per un Concorso di idee su un'area militare di mq.33.000. Pavia si può accontentare di simile somma anche se l'Arsenale è quattro volte più grande. arch. Enrico Sacchi Pavia la polemica Ma che disagio per una raccomandata nIn questi ultimi giorni, attendendo diverse raccomandate per il rinnovo delle carte di credito di banche e supermercati, mi sono reso conto, mio malgrado, del pessimo funzionamento del servizio di recapito delle stesse. I postini incaricati delle consegne non accettano nemmeno di effettuare le stesse ai destinatari ma si limitano a deporre gli avvisi nelle cassette dove, il più delle volte, finiscono sul fondo e sono difficilmente visibili. Per quattro volte, nonostante la presenza in casa di mia moglie, ho dovuto sobbarcarmi il viaggetto in viale Brambilla dove, molto amareggiato, mi sono reso conto che non funziona niente. La macchinetta per le prenotazioni ed il relativo quadro luminoso non funzionano e le attese per il ritiro sono soggette alle manovre dei soliti "furbi". Una impiegata, molto cortese, ha risposto alle mie rimostranze significandomi che il guasto delle apparecchiature si protrae da tempo. Se questo è il servizio che si offre agli utenti mi chiedo solo perché debba essere soggetto a un'imposta. geom. Pier Luigi Gnecchi Pavia