Rogo doloso, danni per 300mila euro
di Paolo Fizzarotti wVOGHERA Un danno ancora da quantificare, ma che molto probabilmente supererà i 300 mila euro complessivi: e solo per una fortunata coincidenza non si è fatto male nessuno. E' il bilancio di un incendio, quasi certamente di origine dolosa, che si è sviluppato l'altro pomeriggio in uno stabile al civico 16 di via Montebello. Le fiamme sono state scoperte alle 18.30: i vigili del fuoco di Voghera sono riusciti a spegnere l'incendio solo verso le 21.30. Il rogo ha devastato il portone, la tromba delle scale, il pianerottolo del primo piano e ha danneggiato seriamente l'ascensore. Poi fiamme e fumo sono entrati nello studio di due psicologhe: Francesca Reali e Xanthi Patera. Quello che non è stato distrutto dal fuoco e dal calore, è stato danneggiato dal fumo e dall'acqua utilizzata per spegnere l'incendio. Per togliere rottami e detriti è intervenuta una squadra dell'Asm, con un camion. Il rogo ha danneggiato gravemente anche la porta del centro estetico «Jalila Beauty Center», adiacente allo studio delle psicologhe, e il fumo ha annerito tutto. Lo studio delle due psicologhe è assolutamente inagibile: serviranno grossi lavori di ristrutturazione. Il centro estetico forse se la caverà con la sostituzione della porta e con la ritinteggiatura dei locali: bisognerà comunque verificare le condizioni dei muri e delle strutture in cartongesso, esposti al calore. E' stato subito chiaro che quasi certamente il rogo era di origine dolosa: infatti sul posto sono intervenute due pattuglie dei carabinieri. Francesca Reali è una psicologa specializzata in bambini, la collega Xanthi Patera cura invece gli adulti. Sul pianerottolo davanti alle porte dei due studi, a fianco dell'ascensore, c'era una specie di ripostiglio, coperto da una tenda, dove le due psicologhe e il centro estetico tenevano vario materiale (tra cui giochi per i bambini una cyclette). Le fiamme sono partite dalla tenda e nel ripostiglio non c'era impianto elettrico. Le indagini si sono subito focalizzate sulla chiamata al citofono che la dottoressa Reali ha ricevuto una decina di minuti prima che si sviluppassero le fiamme. Qualcuno voleva entrare nel portone: forse per lasciare dei volantini, forse per chiedere qualche spicciolo alle psicologhe (a quanto pare era già accaduto in passato). In ogni caso la dottoressa, che aveva da fare, non ha aperto. L'ipotesi è che lo sconosciuto sia riuscito comunque ad entrare nel portone. Poi avrebbe dato fuoco alla tenda come ritorsione per il rifiuto. Questa ipotesi investigativa è tuttora al vaglio dei carabinieri. A quanto sembra qualcuno ha fornito agli inquirenti una descrizione del giovane che ha suonato al citofono: se verrà identificato e rintracciato, dovrà dimostrare la sua estraneità ai fatti. Il movimento di vigili del fuoco e carabinieri in via Montebello ha suscitato parecchia preoccupazione fra i residenti del complesso residenziale conosciuto anche come quello delle «Due Fontane» e che è stato realizzato tra la metà degli anni 90 e il 2005 nell'area dismessa dalla Snia Texiria. (ha collab. Marco Quaglini)