Milano, Sala chiede l’invio dell’esercito
MILANO È morto nel pomeriggio di ieri, nel reparto di terapia intensiva del San Raffaele Antonio Rafael Ramirez, il dominicano di 37 anni aggredito con coltello e pistola sabato scorso in piazzale Loreto a Milano in orario di punta. Un'aggressione, con attimi di terrore per le tante persone che transitano nella piazza che si trova accanto a corso Buenos Aires, una delle vie dello shopping, e a via Padova, zona multiculturale non senza problematicità. Per questo c'è chi, in particolare nel centrodestra, ha subito invocato l'arrivo dell'esercito a Milano. E ieri il sindaco Giuseppe Sala ha ribadito che chiederà al governo più militari per presidiare le periferie: «Io sto parlando di esercito, di avere un po' più di militari, dalla campagna elettorale, quindi da un anno. Ne parlerò con il ministro Alfano e io spero che ci diano alcune forze». «Obiettivamente più persone servono» ha aggiunto il sindaco di Milano a margine di una visita del presidente della Camera Laura Boldrini a Quarto Oggiaro, quartiere della periferia Nord. «Terminato il Giubileo - ha aggiunto Sala - mi auguro, ed è questo il fronte su cui proverò a lavorare, che parte dei militari che erano impiegati per il progetto strade sicure a Roma vengano qua. È una via che sto considerando». In realtà non si tratta di una novità. Il Comune aveva già avanzato la richiesta, ma l'ultimo fatto di sangue le ha dato nuova eco. «Nessuno di noi ha mai negato» che nelle periferie, compresa quella di via Padova, «esiste un problema sicurezza - ha ammesso il sindaco -. Da Loreto in su agiremo perché il tema della sicurezza è più vivo che da altre parti. Diciamo che alcune comunità sudamericane si caratterizzano per livelli di violenza». Il tema della sicurezza riguarda «tutti i cittadini - ha osservato - e non permetteremo a nessuno di impadronirsene». Una replica alle critiche dell'opposizione - dai 5 stelle, a Forza Italia, a Fratelli d'Italia passando per la Lega con Salvini che ha dato dei «ridicoli» al sindaco e al premier perché quando il centrodestra ha mandato l'esercito a Milano «il Pd l'ha cacciato e ora lo richiama». Le periferie, ha fatto eco a Sala Boldrini, insieme alla messa in sicurezza del territorio, «sono le priorità del Paese». «Hanno bisogno di ascolto - ha aggiunto - e di essere al centro delle politiche nazionali». Milano, con l'attenzione dedicata dalla amministrazione alla riqualificazione, si è dimostrata «leader anche in questo». «Sull'integrazione bisogna investire e creare dei percorsi realistici - ha spiegato Boldrini -. Altrimenti anche gli italiani ben disposti rischiano di essere preda della paura. È legittimo avere paura, ma io me la prendo con chi alimenta la paura, a volte a tavolino e per un calcolo politico. Non si può accettare che ci sia qualcuno che specula sulla paura». Non rinuncia alla polemica invece l'assessore alla Sicurezza della regione Lombardia, Simona Bordonali, che ha ricordato come «la Regione chiede da anni a Renzi di mandare i militari in Lombardia. Prima ci chiamavano populisti, ora ci segue anche il sindaco Sala. Ci auguriamo, in considerazione della stretta vicinanza politica tra Renzi e Sala, che questo tentativo abbia più successo».