Il commercio elettronico arma vincente per Poste
di Andrea Di Stefano wMILANO Corre l'utile di Poste Italiane grazie ai servizi finanziari ma anche alla crescita dei servizi di commercio elettronico. I primi nove mesi del 2016 si sono chiusi con un utile netto consolidato di 807 milioni di euro, in crescita del 29,7% rispetto ai 622 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Al netto dell'effetto positivo delle operazioni straordinarie, l'utile è di 683 milioni (+11%). Bene l'andamento dei ricavi totali consolidati di Poste che nello stesso periodo sono saliti del 7,6% a 25,7 miliardi, dai 23,9 miliardi di un anno prima. La positiva performance del comparto Servizi Assicurativi e Risparmio Gestito, i cui ricavi, pari a 18,7 miliardi, sono risultati in aumento del 10,4% rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio, e la tenuta del comparto finanziario, che ha generato ricavi per 4,1 miliardi, hanno più che compensato l'attesa flessione dei ricavi da terzi da servizi Postali e Commerciali (-3,6% pari a 2,728 miliardi), indotta principalmente dalla riduzione dei volumi sulla corrispondenza (-10,3%). In crescita i ricavi del comparto corriere espresso, logistica e pacchi, pari a 461 milioni, che registrano un aumento del 6,9% rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio. Le masse gestite o amministrate sono pari a 493 miliardi di euro, in aumento del 3,6% rispetto a nove mesi prima. «Si tratta di risultati che confermano la validità delle nostre scelte strategiche e la capacità del gruppo di attuarle con efficacia nell'ambito del profondo processo di cambiamento avviato e che pongono basi molto robuste per ulteriori possibilità di sviluppo e crescita sia organica che attraverso alleanze e acquisizioni», ha commentato l'amministratore delegato di Poste, Francesco Caio in una conference call con gli analisti. «Nel terzo trimestre abbiamo acquisito il 15%, di Sia un operatore di eccellenza nel settore dei pagamenti e delle transazioni digitali; un mercato in grande evoluzione e in cui il Gruppo intende rafforzare la sua presenza e perseguire ulteriori opportunità di crescita e di creazione di valore», conclude l'amministratore delegato di Poste. Intanto al piano di prepensionamenti hanno già aderito 4.800 lavoratori. Dall'inizio dell'anno Poste ha inserito in organico mille persone, di cui 450 conversioni di contratti da part-time a full-time. L'organico complessivo medio si è ridotto di circa 2.000 unità rispetto a settembre 2015. Ovviamente massimo silenzio sulla scadenza delle offerte per l'acquisizione di Pioneer, il colosso del risparmio gestito messo in vendita da Unicredit, che scade proprio oggi: Poste Italiane è in pista, in sinergia con Cdp e Anima, con un finanziamento da 2 miliardi per l'operazione che proietterebbe Poste tra le principali aziende europee del settore finanziario. ©RIPRODUZIONE RISERVATA