Un laico dalle mille battaglie civili
ROMA Eclettico impegnato e uomo dalle grandi passioni civili. Umberto Veronesi ha lasciato un segno non solo come scienziato ma anche per speso il suo nome a favore di grandi battaglie civili e sociali. Socialista e laico Veronesi è stato il fiore all'occhiello dell'Assemblea nazionale socialista, quella che con arguzia l'allora ministro delle Finanze Rino Formica bollò per sempre come «un circo di nani e ballerini». La sua è stata una apparizione fugace. Gli italiani hanno imparato ad apprezzare il suo spirito laico e il suo rigore attraverso il sostegno diretto a molte battaglie. Non ancora tutte vinte. «Non ho paura della morte», ha ripetuto nel corso della sua lunga vita. Ma è stato tra primi a battersi contro ogni sofferenza fisica e psichica imposta al malato. Fino alla scelta di sostenere senza se e senza ma il diritto di ognuno all'eutanasia. A lui si deve anche la prima legge antifumo. Il 25 aprile del 2000 diventa ministro della Sanità nel secondo governo Amato e vara appunto la prima legge contro il fumo. Il suo nome è entrato e uscito molte volte nella rosa dei candidati a uno scranno di senatore a vita. In Parlamento però Veronesi è arrivato come soldato semplice, eletto nelle file del Pd al Senato nel 2008. Nel 2010, nominato presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare italiana, Veronesi ha lasciato palazzo Madama. L'incarico invece lo ha lasciato più tardi, in polemica con il governo Berlusconi. Anticoformista, Veronesi è stato un uomo come spendibile anche per l'area laica. Si è battuto già dal 1995 per la depenalizzazione e la legalizzazione delle droghe leggere, con l'obiettivo di giungere a una regolamentazione dei derivati della canapa per uso terapeutico. La sua contrarietà nei confronti dello «spauracchio ingiustificato» della tecnologia atomica e l'aver sostenuto l'utilità e l'innocuità degli inceneritori gli valse, nel 2008, un frontale attacco di Beppe Grillo che arrivò a addirittura a definirlo «Cancronesi» e sul suo blog scrisse: «Per lui inceneritori e istituto dei tumori sono un ciclo virtuoso di creazione della malattia. Un business. La provoca e la cura». La sua sensibilità lo ha portato ad esplorare altri confini e, più di recente, ad abbracciare il vegetarianesimo, disciplina da lui seguita, non solo come regime salutare ma come atteggiamento di rispetto verso la specie animale. Ma il vegetarianesimo per Veronesi è stato anche impegno etico e sociale, terzomondista, in difesa delle popolazioni affamate. Sostenitore del testamento biologico nonché dell'eutanasia e dell'aborto. Inoltre si è detto favorevole sia al matrimonio egualitario sia all'adozione da parte di coppie dello stesso sesso ed anche dell'utero in affitto.