Tabaccherie, spazio agli under 30

VIGEVANO Sempre più giovani scelgono di aprire una tabaccheria. Non è raro vedere dietro il bancone di questi negozi un ragazzo o una ragazza tra i 20 e i 30 anni. Il motivo? «Molti dei miei clienti sono giovani. Una tabaccheria – spiega Cristiano Baldassarri, rappresentante di tabacchi – per chi deve investire è come il vecchio posto fisso, perché è un esercizio commerciale tutelato dallo Stato. L'investimento però è abbastanza costoso perché i titolari di una tabaccheria pagano molto per avere il diritto esclusivo di vendere sigarette». «Mi ero iscritto a Economia all'Università – racconta Carlo Crepaldi, tabaccaio di via del Popolo –. Avevo dato 9 esami su 18, poi ho fatto un anno in Irlanda, ho convertito diploma da italiano e europeo, ma quando sono tornato ho iniziato a lavorare qui e non ho finito gli studi. Perché? Perchè i miei compagni di corso ora laureati ha un lavoro, ma precario. E ogni giorno devono andare a Milano, in treno, con tutti i disagi che conosciamo. Io, invece, con questo lavoro riesco a vivere da solo e pagarmi tutte le spese. Avendo iniziato questo lavoro e valutato il risultato, non ho più sentito la necessità di finire gli studi per poi fare un lavoro precario. Se finiti gli studi avessi la certezza di un lavoro vero, tornerei a studiare, ma la certezza non c'è. La mia però non è una scelta di comodità perché mi sveglio alle 7 e torno a casa alle 19.30. Per fortuna, questo lavoro mi piace, altrimenti non l'avrei mai fatto». Stesso discorso per Francesca Nerone, che lavora in Piazza Ducale. «Volevo un lavoro sicuro, un'attività che funzionasse – dice Francesca – mio fratello lavorava in raffineria e ha lasciato quel posto per aiutarmi qui. Per lui è stata una scelta migliorativa dato che il lavoro di prima era molto faticoso. Ma almeno qui siamo tranquilli, il lavoro non manca mai». Non solo in centro storico, i giovani tabaccai conquistano anche altre aree cittadine: basta pensare, per esempio, a "Bulli e Pupe" di corso Genova o all'esercizio di via Dante. Selvaggia Bovani