La donna del boss controllava la cosca

di Anna Mangiarotti wVOGHERA Quando il suo amante, il boss Marco Ferrentino, tornava in Calabria per i vertici con i capi dei capi, lei ispezionava personalmente la casa di via Berti a Voghera dove di fatto vivevano insieme, a caccia di microspie. Occhi gelidi e azzurri, 27 anni, nata in Ucraina, sposata, Alla Bielova è fra i nomi di spicco della cosca Chindamo-Ferrentino. L'hanno smantellatai carabinieri insieme alla 'ndrina rivale dei Lamari, con la maxi operazione anti 'ndrangheta ha portato a 49 arresti, dopo un anno di indagini partite dal feudo di Laureana di Borrello, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Con Marco Ferrentino, 36 anni, sono state portate in cella altre sette persone domiciliate a Voghera o in Oltrepo. Fra i compiti di Alla Bielova, scrivono i pm della Dia « mantenere rapporti con tutti gli affiliati alla cosca domiciliati a Voghera» , per supportare l'attività economica avviata dal capo cosca, «con cui spesso parla di atti criminali e commenta le dinamiche mafiose, anche abbassando notevolmente il tono della voce per eludere intercettazioni. Quando si parlava di come inserirsi «nella gestione di affari politici a Voghera», c'era sempre anche lei. Sapeva tutto dei carichi di cocaina importati dall'estero, nascosti nei carichi di riso – dopo aver creato finte società di copertura – seguiva perfino «i lavori di recinzione di un fondo in via Fanti di Italia a Voghera su cui la cosca aveva interessi economici». C'è anche lei con Marco Ferrentino e il cugino Francesco, sulla Bmw dove il 26 aprile 2015 viene intercettata una delle centinaia di conversazioni allegate al decreto dei pm della Dia per chiedere i fermi. Parlano dei loro affari, credendo che l'auto sia "sicura", poi tutti e tre scendono a fare un sopralluogo nel terreno alla periferia della città che dovrà diventare una delle basi dei loro traffici. Sempre secondo le accuse, Alla Bielova «era al corrente delle pendenze giudiziarie di Marco Ferrentino, e commentava le strategie difensive da attuare« perché era la sua "consigliora"Marco Ferrentino si confrontava con lei «quando da capocosca era chiamato a stigmatizzare comportamenti di affiliati, davanti alle rimostranze di qualche sodale». Fra gli arrestati domiciliati a Voghera anche i fratelli Giuseppe e Pasquale Dimasi, 28 e 30 anni, Francesco Ferrentino, 26 anni, Fabio Aschei, 55 anni, Marina Panigo, 57 ann. Diego Freitas De Siqueira brasiliano, 30 anni, è invece residente a Retorbido. Sono tutti accusati di concorso esterno in associazione mafiosa.