Dall’Oltrepo e Tortona al lavoro tra le macerie

CASTEGGIO Sono partiti venerdì per le Marche, destinazione Arquata del Tronto, uno dei paesi più colpiti dal terremoto. Sono una delegazione del gruppo Alpini di Pavia e stanno partecipando alla ricostruzione di una scuola nel borgo che è stato raso al suolo quasi interamente dal sisma. Tra loro anche alcuni oltrepadani, tra cui Massimo Poggi di Casteggio e il coordinatore della sezione di Pavia, che vive a Montescano, Gianni Varesi. «L'associazione nazionale Alpini -spiega Varesi- ha finanziato la ricostruzione di una scuola qui ad Arquata e ora ci stiamo alternando con delle squadre per realizzare l'edificio in prefabbricato: attualmente da Pavia siamo in quattro e noi dovremmo rimanere sino alla fine della prossima settimana, per poi darci il cambio con un altro gruppo. Lavoriamo tutto il giorno, sino a quando fa buio, perchè con i gruppi elettrogeni è difficile comunque riuscire a mettere in piedi un edificio. Ormai siamo a buon punto e sabato prossimo dovremmo inaugurare la scuola. Poi comunque ci saranno altre cose da fare, per cui il nostro lavoro non finisce qui». Un'opera importante in un contesto devastato già dal primo sisma del 24 agosto e poi ancora da quelli successivi. «Qui c'è una situazione inimmaginabile, vittime e devastazione. Chi è sopravvissuto ha perso davvero tutto». Prosegue anche l'attività dei volontari CB Pupo emergenza radio di Tortona, nelle zone colpite dal sisma. Ai primi di ottobre Davide Fusaschi, Antonio Curto e Donato Luca, si sono recati sulle alture di Norcia per installare dei ponti ripetitori con lo scopo di consentire le comunicazioni nel territorio. Tutte le attività sono state svolte a stretto contatto con i funzionari del dipartimento Protezione Civile nazionale ed a supporto del settore comunicazioni coordinato dal volontario alessandrino Salvatore Manganaro. La terra continua a tremare e non è escluso che i volontari siano nuovamente chiamati per svolgere altre operazioni. «Il nostro intervento è stato richiesto dal dipartimento nazionale – spiega il presidente CB Pupo Davide Fusaschi – Forse questa è la più pesante e brutta situazione di emergenza causata da un terremoto sulla quale siamo intervenuti. Sostengo l'idea della Protezione civile di non creare nessuna tendopoli sul posto, in conseguenza alle basse temperature. Per ora le tendopoli sono utilizzate dai volontari che prestano servizio. Le attività di sostegno a favore degli sfollati stanno proseguendo e sono adeguate al grado di emergenza. Noi siamo pronti a ripartire se e quando ci verrà richiesto. Abbiamo 10 volontari che si muoveranno in rotazione». (al.alf.-p.d.)