Presidio antifascista, blocchi e bastonate

di Stefania Prato wPAVIA Ore di attesa carica di timori, e qualche manganellata: è la cronaca di una serata di tensione annunciata per il contestato corteo organizzato dai «camerati» dell'associazione "Recordari" in memoria di Emanuele Zilli e il presidio della Rete Antifascista (non autorizzato e sostenuto dall'Anpi). Lo scontro è stato tra polizia e manifestanti e polizia della Rete antifascista che ieri sera dovevano accogliere l'arrivo del corteo di destra. La manifestazione di piazzale Ghinaglia era formalmente autonoma rispetto a quella della destra: organizzata, però nel punto d'arrivo del corteo in memoria di Zilli.Un luogo simbolo per Pavia, visto che si tratta del luogo dove venne ucciso dai fascisti Ferruccio Ghinaglia, dirigente Comunista, nel 1921. Bloccati tutti gli accessi al Borgo, la serata di tensione è iniziata alle otto con il cordone di polizia a scudi alzati in piazzale Ponte Coperto per impedire ai manifestanti di raggiungere piazzale Ghinaglia. Ed è proseguita con il faccia a faccia tra manifestanti e agenti: alla fine, dopo una mezz'oretta di battibecchi, lo scontro con anche qualche manganellata. E intanto i militanti della fazione opposta, la destra che ha organizzato il corteo in memoria del «camerata Emanuele Zilli», è stata bloccata dalla polizia davanti al municipio per evitare il contatto e, quindi, lo scontro con la rete antifascista. In mezzo anche il sindaco Massimo Depaoli che in piazzale Ghinaglia era (insieme agli assessori Alice Moggi, Giacomo Galazzo e Fabio Castagna) fianco a fianco con i militanti della Rete antifascista. «Una presenza per cercare il dialogo ed evitare scontri», spiegherà il sindaco. Scontri che, comunque, ci sono stati. Un gruppetto di manifestanti non è indietreggiato all'avanzare del cordone di polizia che cercava di allontanare i manifestanti dal ponte, per fermarli all'altezza di Strada Nuova: è a questo punto che la polizia è intervenuta con decisione. E qualche manganellata piovuta sul manifestanti delle primissime file. «Ci hanno provocato – commentano i manifestanti. Eravamo fermi per manifestare in modo pacifico. Ma non ci hanno fatto passare e attraversare il ponte Coperto per arrivare in piazzale Ghinaglia». Nel frattempo sotto al municipio i militanti dell'associaciazione "Recordari" aspettavano il via libera al corteo: circa 250 persone con i tamburi e in moltissimi casi con anfibi pesanti. «Siamo autorizzati a manifestare in corte e a piazzare un banchetto in piazzale Ghimaglia», ripetevano». Alla fine il corteo si è mosso, è stato deviato per evitare il contatto con i militanti della Rete che non si spostavano dal Lungoticino. E qui, è volata ancora qualche manganellata: alle 10 e mezza di sera si è sentita un'ambulanza. Il ferito sarebbe un militante di Rifondazione.