Turismo e aziende a picco E Amatrice è quasi isolata
Il Vaticano condanna le frasi andate in onda su Radio Maria sul terremoto, additato dal teologo padre Giovanni Cavalcoli come «castigo divino» provocato dalle «unioni civili», definendole «offensive e scandalose». Mentre sul suo sito l'emittente cattolica si dissocia dalle frasi incriminate, precisando peraltro che non vanno attribuite al direttore padre Livio Fanzaga ma a uno speaker esterno, è monsignor Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di stato vaticana a esprimere tutta l'indignazione che in queste ore ha attraversato, oltre la Rete anche gli stessi ambienti ecclesiastici. «Sono affermazioni offensive per i credenti e scandalose per chi non crede».di Maria Rosa Tomasello wROMA Il turismo che crolla, con un calo di presenze in Umbria del 60 per cento, recita la stima «non tanto azzardata» di Federalberghi. La produzione del latte che cala del 30%, a causa del trauma subito dagli degli animali dopo il terremoto e il rovescio della medaglia del latte a volte buttato via perché la viabilità disastrata non consente di consegnarlo in tempo. Mentre a Roma il governo vara il decreto per far fronte all'emergenza, nelle aree colpite minacciate da freddo e pioggia la situazione diventa ogni giorno più drammatica anche perché la vastità dell'area interessata dalle scosse del 24 agosto e del 26 e 30 ottobre rende impossibile intervenire in tempi rapidi ovunque. I nuovi dati forniti dai satelliti confermano l'imponenza del fenomeno: Norcia è scivolata verso ovest di 35 centimetri, l'area di Montegallo si è spostata verso est e la zona di Castelluccio si è abbassata di oltre 60 centimetri. L'area deformata dai violenti movimenti del 30 ottobre è di 600 km quadrati, che salgono a 1.100 se si considerano anche i sismi precedenti. Da Amatrice, cuore del terremoto del 24 agosto, il sindaco Sergio Pirozzi lancia un allarme che suona come un ultimatum: o si ripristinano le strade d'accesso, «o entro dieci giorni chiudo il paese e andiamo tutti al mare, riconsegno le chiavi alla Protezione civile». Perché, denuncia da Radio Amatrice, l'emittente d'emergenza nata dopo il sisma, «la situazione della viabilità è notevolmente peggiorata» dopo le scosse di ottobre, e il passaggio di mezzi di soccorso, scuolabus e i trasporti del latte sono a rischio «se entro dieci giorni non saranno eseguiti i lavori sulla Romanella e sul by-pass nuovo di Retrosi». Lunedì Pirozzi prenderà la parola alla Camera dei deputati assieme ai colleghi di Norcia (Alemanno), D'Alonzo (Crognaleto) e Rinaldi (Ussita), quattro dei centri in ginocchio, durante la giornata di confronto con i parlamentari sulle urgenze del Paese, dall'ambiente, alla cultura, all'accoglienza, iniziativa a cui prenderanno parte 600 sindaci. «Non siete soli, condivideremo la vostra ripartenza: insieme ce la faremo» ha detto ieri il presidente Sergio Mattarella. Nelle regioni colpite, dove sono quasi 30mila le persone assistite dalla Protezione civile e dove le verifiche di agibilità da fare prima di poter dare il via libera al rientro nelle case integre sono salite a 200mila, si lavora senza sosta per l'allestimento dei campi container. In Umbria, dove i Comuni danneggiati sono 50, si stanno individuando le aree ed entro la giornata di oggi le proposte saranno formulate alla Protezione civile. La ripresa dell'anno scolastico avverrà a macchia di leoparto. Gli studenti di Castelsantangelo sul Nera, Ussita e Visso torneranno a lezione in una struttura sulla costa adriatica, dove alloggiano circa 8mila sfollati. Scuole chiuse a Camerino fino al 21 novembre e fino al 12 ad Ascoli Piceno, mentre a Tolentino si ripartirà il 10 come a Teramo e a Rieti, a Fabriano il 7. In un quadro difficile, le buone notizie servono a riprendere respiro. A Norcia l'urna che contiene le reliquie di San Benedetto, patrono d'Europa, è stata messa in salvo dai vigili del fuoco che l'hanno prelevata dal palazzo della città in cui era custodita. Lentamente ripartono alcune attività produttive, come il caseificio Sibilla ad Amandola e l'azienda di abbigliamento sportivo Arena a Tolentino, 350 dipendenti. Crescono anche i fondi raccolti con gli sms solidali al 45500, arrivati a 2,3 milioni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA