Rischio cavalcavia, il Comune si muove
Una lite tra vicini costringe vigili e carabinieri a sottoporre uno dei due coinvolti ad un trattamento sanitario obbligatorio. Il fatto è accaduto giovedì sera in uno dei complessi di case popolari in via Brodolini: qui è scoppiata una lite tra due vicini di casa e dalle parole si è subito passati alle urla e agli insulti. Uno dei due inquilini, in visibile stato di alterazione, ha cominciato ad inveire contro il vicino, rischiando anche di mettergli le mani addosso. Gli altri condomini, allarmati, hanno immediatamente avvertito la Polizia locale e i carabinieri, giunti sul posto con due pattuglie. Le forze dell'ordine hanno cercato di fermare la rissa e di calmare il più agitato dei due, che continuava a dimenarsi, provando a colpire qualcuno. L'uomo, però, probabilmente sotto l'effetto di qualche sostanza, era incontenibile e nemmeno la forza degli agenti è servita per tenerlo fermo: da qui la decisione, per preservare l'incolumità sua e degli altri presenti, di sottoporlo ad un Tso, che è stato firmato dal sindaco Piergiorgio Maggi. In via Brodolini è arrivata anche un'ambulanza della Croce rossa che ha trasferito l'uomo al reparto psichiatrico dell'ospedale di Voghera. Non è la prima volta che scoppiano tensioni e liti tra i due vicini di casa ed era già capitato altre volte che si arrivasse alle urla o, addirittura, alle mani. Ma l'altra sera è scattato l'allarme per il timore che il fatto degenerasse.BRONI «Siamo pronti ad una verifica dello stato del cavalcavia se ci sarà una segnalazione ufficiale da parte dei residenti della zona». Il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi, risponde all'appello lanciato dagli abitanti di via Po, che hanno lamentato il peggioramento dello stato di manutenzione della rampa che porta al casello autostradale e che passa proprio sopra le loro case. Secondo i residenti sarebbe necessario un sopralluogo di Satap, concessionario dell'autostrada A21 e proprietaria del manufatto, visto che, a distanza di un anno dall'ultima verifica, la situazione soprattutto della copertura in cemento sarebbe peggiorata. «Invito i cittadini a recarsi da me o in ufficio tecnico per segnalare il problema, perché al momento non abbiamo ricevuto ancora nulla a riguardo – aggiunge il primo cittadino -. E' ovvio che prima di prendere qualsiasi decisione dobbiamo avere il parere di un professionista. Nel caso fosse rilevata qualche criticità il Comune sarebbe il primo ad interessarsene, però è il caso di agire con cautela, senza creare facili allarmismi». Il sindaco, comunque, si rende disponibile per ascoltare le richieste dei residenti e non esclude un sopralluogo nella zona o, comunque, di fronte a fatti certi, una segnalazione al proprietario della struttura. Sulla vicenda interviene anche il consigliere di Area vasta, Piergiorgio Maggi: «Non conosco esattamente la situazione – aggiunge Maggi -, ma se i residenti ritengono che dall'ultimo sopralluogo la situazione sia peggiorata devono inviare un nuovo esposto all'Anas. Ricordo che due anni fa la società aveva confermato la stabilità del manufatto, però nulla vieta di richiedere un nuovo sopralluogo, anche se il sindaco di Broni sa come comportarsi – afferma Maggi -. La rampa resta di fondamentale importanza perché, se fosse eliminata, il traffico si concentrerebbe unicamente sulla strada in ingresso e in uscita dalla rotonda dell'Euronics, creando, in quel caso sì, problemi al cavalcavia dovuti al carico dei mezzi». Ma, secondo Maggi, il problema delle manutenzioni è molto più vasto: «Se per i ponti della Becca e della Gerola ci sono fondi già stanziati per interventi ordinari, il problema riguarda le risorse per la manutenzione delle altre infrastrutture, comprese le strade – sostiene il consigliere provinciale -. E' vero che il governo ha deciso di creare questi nuovi enti di secondo livello, ma deve anche dare loro la possibilità di sopravvivere. Invece adesso non sappiamo nemmeno quando riusciremo a fare il bilancio, per non parlare delle risorse da poter destinare alla manutenzione delle infrastrutture». E così l'Area vasta chiama in causa la Regione: «Regione Lombardia dovrà darci una grossa mano – conclude Maggi -. Inoltre è impensabile che non contribuisca con risorse proprie alla costruzione del nuovo ponte della Becca, lasciando tutto in mano allo Stato». Oliviero Maggi