Industriali e artigiani: «Noi siamo sani»
VOGHERA «Le imprese poste sotto sequestro dai carabinieri per i legami con la 'ndrangheta non hanno mai fatto parte della nostra associazione. Ma questi arresti fanno scalpore». Mario Campeggi, direttore dell'Associazione artigiani Oltrepo Lombardo, commenta con stupore l'operazione dei carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria che ha portato al fermo di quarantuno persone, tra cui otto di Voghera e dintorni. «Non conosco gli imprenditori edili sottoposti a provvedimento restrittivo, nella nostra sede non si sono mai fatti vedere – aggiunge Campeggi - E' stato un fulmine a ciel sereno, anche vivendo la città una persona non può accorgersene. Ci siamo sempre vantati di avere un'imprenditoria sana: sicuramente queste notizie creano disagio, poi sarà l'autorità giudiziaria a fare piena chiarezza sulla vicenda. Il primo sentimento che ho provato è stato di stupore: stupore per la presenza di un'organizzazione malavitosa ina una città come Voghera che non è una terra imprenditoriale appetibile». «Infiltrazioni della 'ndrangheta ci sono in tutta Lombardia e se ne parla ormai da anni – commenta dal canto suo Franco Bosi, industriale oltrepadano, attuale presidente della Camera di commercio di Pavia - E' un problema vivo che bisogna combattere. Non conosco gli arrestati vogheresi e non ho mai avuto modo di conoscerli». I reati contestati sono associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, porto e detenzione di armi da guerra e comuni da sparo, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, estorsione, danneggiamenti, lesioni personali gravi, frode sportiva, intestazione fittizia di beni e incendio, con l'aggravante del metodo mafioso. Marco Quaglini