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di Roberto Lodigiani wVOGHERA Quattro anni fa, avevano accettato il trasferimento a Inveruno e il lungo viaggio quotidiano con i bus navetta messi a disposizione dall'azienda, pur di salvare il posto. Ma ora per 40 lavoratori vogheresi della Carapelli (25 operai e 15 impiegati) si profila di nuovo lo spettro della disoccupazione. La multinazionale spagnola Deoleo ha, infatti, annunciato l'intenzione di chiudere il reparto produttivo dello stabilimento nell'hinterland milanese e ha aperto la procedura di mobilità, anticamera del licenziamento: 98 i posti in bilico, sul totale di 136 addetti. La sede di Inveruno, dunque, rischia concretamente di fare la stessa fine di quella vogherese di via Amendola, smantellata tra la fine del 2011 e la prima metà del 2012 dalla proprietà iberica, a cui fanno capo i noti marchi di olio d'oliva di produzione nazionale Carapelli, Sasso e Bertolli. Ieri la manifestazione di protesta dei lavoratori, alla quale ha partecipato anche Carlo Barbieri, sindaco di Voghera (ora sospeso dalla carica) e candidato alla guida di Palazzo Gounela. «Avevo già seguito la vertenza locale – spiega – ora sono stato ricontattato dai lavoratori vogheresi e ovviamente mi sono subito mosso per garantire il mio sostegno alla loro lotta». Barbieri ha incontrato anche il primo cittadino di Inveruno, Sara Bettinelli. «La situazione è difficile – aggiunge – Deoleo sembra intenzionata a mantenere in Italia il solo sito Carapelli di Firenze e neppure si sa per quanto. Ma le istituzioni e le parti sociali metteranno in campo tutte le risorse e le possibili soluzioni per salvare l'occupazione, attivando pure l'Agenzia regionale per il lavoro». Il corteo è stato seguito da un consiglio comunale aperto. Per le organizzazioni di categoria, la scelta dell'azienda di fermare l'attività produttiva dello stabilimento milanese è «inaccettabile e sorprendente». Una decisione «presa a Madrid, senza pensare alle drammatiche ripercussioni che avrà sui lavoratori, sulle loro famiglie e sull'indotto del territorio». L'accordo siglato a Voghera nel dicembre 2011 prevedeva la progressiva dismissione del sito di via Amendola, con 22 lavoratori in cassa integrazione straordinaria per un anno e poi in mobilità, lo spostamento a Inveruno (distante quasi cento chilometri) per gli altri. Tra le condizioni ottenute, l'aumento del 12,5% in busta paga e i bus navetta gratuiti, con due turni su mattina e pomeriggio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA