«Mio marito ha fatto da capro espiatorio»

di Anna Mangiarotti wVOGHERA «Mio marito è finito dentro un gioco più grande di lui, è stato messo in mezzo. Ma lo abbiamo capito solo quando sono venuti i carabinieri a prenderlo, con l'accusa di avere a che fare con la 'ndrangheta. Una contestazione assurda e totalmente inaspettata». Paola Angeleri, 49 anni, è la moglie di Fabio Aschei, 55 anni: sono originari entrambi di Mede Lomellina, da vent'anni vivono a Voghera. Fabio Aschei è fra i destinatari di uno dei provvedimenti di fermo eseguiti l'altra notte con l'operazione Lux. Lui e il fratello Giulio, 53 anni, erano soci della Riseria Europea di Ferrera Erbognone, dichiarata fallita nel febbraio 2010 dal tribunale di Vigevano. «Con l'accusa di bancarotta fraudolenta, mio cognato ha patteggiato una pena di tre anni, mio marito ha invece scelto di andare a processo con il rito ordinario». Da quando è cessata l'attività a Ferrera, «un'azienda che la famiglia di mio marito aveva fondato negli anni Cinquanta, si è creato il vuoto intorno a noi e ai nostri quattro figli che hanno fra i 26 e gli 8 anni». La moglie di Fabio Aschei dice che il marito «aveva creato un progetto innovativo per rilanciare l'attività dell'azienda, ma qualcuno prima lo è stato ad ascoltare per rubargli l'idea, poi gli hanno messo i bastoni fra le ruote. A mio parere, esiste un cartello che controlla il mercato del riso ad alti livelli». Da quando è cessata l'attività della riseria in Lomellina, «mio marito non ha più un'occupazione, ce la caviamo come possiamo. Non abbiamo più neanche un avvocato, perché gli avvocati costano e anche perché in fondo non ci fidiamo più di nessuno». Quindi, «per quest'ultima vicenda e le pendenze giudiziarie precedenti, mio marito si difenderà da sol, o accetteremo un avvocato d'ufficio». Non hanno mai chiesto prestiti a persone "sospette", dice la donna, «nessuno ci ha mai minacciato, neanche in maniera indiretta. Almeno che io sappia: mio marito non ha mai detto nulla in tal senso. Ma forse, qualcuno con cui è entrato in contatto in questi ultimi anni era l'emissario dei malviventi con cui lo accusano di essersi sporcato le mani». Certo aggiunge la moglie, «Fabio non era non era tranquillo, soffre di insonnia da tempo». Quando si sono presentati i carabinieri l'altra notte alle tre nell'abitazione di Voghera che è stata perquisita a fondo dai militari, «io dormivo, lui invece no – ricorda la donna – In casa c'erano tre dei nostri figli. Fabio é venuto a svegliarmi, ci hanno mostrato l'ordinanza, e ho capito che dovevano portarlo in carcere». Aggiunge Paola Angeleri: «Però mio marito è solo una vittima, non è un malavitoso. Prima di andarsene insieme ai carabinieri mi ha detto: «Adesso che vado in cella forse qualcuno mi ascolterà, perché finora non lo ha fatto nessuno». ©RIPRODUZIONE RISERVATA